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Traffico e futuro dei padiglioni i nodi da sciogliere sull’ospedale

Giulio Corsi
Traffico e futuro dei padiglioni i nodi da sciogliere sull’ospedale

Domani al Cisternino di Città il progetto sarà illustrato ai cittadini e ai sindacati Entro fine mese il sindaco firmerà l’accordo, i lavori termineranno nel 2028

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Domani alle ore 18 al Cisternino di Città verrà presentato ai cittadini e ai sindacati il progetto preliminare del nuovo ospedale.

L’architetto dell’Asl Icilio Lanini spiegherà come nascerà la nuova struttura, i tempi tecnici e la riorganizzazione dei servizi sanitari, mentre il sindaco Luca Salvetti illustrerà le motivazioni politiche che sono alla base della sua decisione di firmare l’accordo di programma raggiunto da Regione e Asl con la precedente amministrazione.

L’incontro con i cittadini e i sindacati arriva dopo un confronto che il sindaco ha avuto con alcuni primari dell’ospedale e dopo la commissione della scorsa settimana in cui il progetto è stato reso noto ai consiglieri comunali.

L’obiettivo è completare il percorso di condivisione e aprirsi a suggerimenti o proposte che possano migliorare il progetto.

«La città e gli operatori sanitari hanno bisogno di essere informati sul progetto e proprio per questo ho deciso di organizzare una serie di incontri pubblici con gli stakeholders, i cittadini ed i sindacati per confrontarci», dice Salvetti.

Va detto che margini per grandi modifiche non ce ne sono, almeno se si vogliono rispettare i tempi che prevedono in tempi brevissimi la firma dell’accordo decisiva per dare il via all’iter amministrativo.

Il progetto dell’Asl prevede un edificio gigante che sorgerà alle spalle degli storici padiglioni di viale Alfieri, tra il Parterre e via Gramsci. Un monoblocco imponente, come si vede dal rendering realizzato dall’Asl, che si svilupperà più in larghezza che in altezza: cinque piani (oltre ad uno interrato), ognuno dei quali di 7500 metri quadri di superficie, praticamente un campo di calcio ad ogni rampa di scale, disposti a ferro di cavallo.

Per costruirlo serviranno 6 anni, il doppio di quanto è stato necessario per i nuovi ospedali di Lucca e di Pistoia, ma qui c’è la difficoltà in più di dover costruire sulle aree di alcuni padiglioni che saranno abbattuti (il 9° e il 14° ad esempio) le cui attività dovranno trovare una sede alternativa. I lavori, peraltro, non potranno partire prima del dicembre 2022 e si concluderanno ad andar bene nel 2028-2029.

La suddivisione del nuovo ospedale prevede al pian terreno il nuovo pronto soccorso, che raddoppierà la superficie attuale e avrà un’area radiodiagnostica dedicata.

Il cuore del monoblocco sarà al primo piano: lì sorgeranno le nuove sale operatorie, la terapia intensiva, subintensiva, l’Utic, la radiologia. Dal secondo piano al quarto troveranno sede le degenze, divise per intensità di cura, con un totale di 450 posti letto.

Resterà al suo posto, all’8° padiglione, l’area materno-infantile, che sarà collegata con un camminamento sopraelevato al nuovo monoblocco.

La struttura - come dicevamo -sorgerà al posto di Malattie Infettive che si stabilirà al 4° padiglione e Nefrologia (che andrà provvisoriamente al 5°), ma si estenderà anche dove ora sorgono i laboratori di analisi, la farmacia, l’anatomia patologica, che si trasferiranno all’ex Pirelli che a sua volta sarà restaurata.

I nodi da sciogliere, che emergeranno anche domani, sono tantissimi. Proviamo ad elencare i principali: 1) i volumi di traffico sull’area del nuovo ospedale, considerando che l’entrata non sarà più da viale Alfieri ma da via Gramsci e considerando che sulla zona si aggiungerà anche il traffico per la Casa della Salute (che nascerà all’ex poliambulatorio), per le Rsa (sicuramente il Pascoli) che si trasferiranno nell’ex ospedale e tenendo conto anche dell’apertura della vicina Esselunga. 2) I problemi di parcheggio, considerando tutto quanto elencato al punto precedente. 3) La convivenza tra un cantiere lungo 6 anni e le normali attività ospedaliere. 4)Il destino dei vecchi padiglioni che non saranno utilizzati a fini sanitari e del palazzo della direzione di viale Alfieri: diventeranno case, uffici, scuole? 4) L’organizzazione sanitaria del monoblocco e le specialistiche che vi saranno trasferite: quali? Perderemo o guadagneremo qualcosa? 5) I finanziamenti: la Regione mette 195 milioni, ma ne mancano 65 per l’acquisto della strumentazione. 6) Il parco Pertini e l’area ex Pirelli. —

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