Il Tirreno

Livorno

Una panchina che sa di caramella, così Shangai ricorda la sua Chiccaia

Gianni Tacchi
Una panchina che sa di caramella, così Shangai ricorda la sua Chiccaia

Livorno, l’iniziativa per Elsa Sanguinetti scomparsa un anno fa. L'appello dei residenti: «Ragazzi, ora non vandalizzatela ma proteggetela»

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LIVORNO. Il suo volto è ancora nel cuore di tutti, i suoi chicchi e le sue granite saranno per sempre i simboli dell’intero quartiere. È passato poco più di un anno dalla scomparsa di Elsa Sanguinetti, la Chiccaia di Shangai, ma il suo ricordo vive tra la gente del rione. E se la storica baracchina è stata abbattuta recentemente «per evitare che qualcuno la occupasse», come spiegano i parenti, ecco che nelle ultime settimane – sempre in via Nino Bixio – è stata installata una panchina per ricordarla. Una panchina semplice, verde come l’antico chiosco di dolciumi, con il disegno di una caramella e una dedica speciale: “A tutti coloro che la conobbero e la amarono perché rimanga vivo il suo ricordo. Sanguinetti Elsa, la Chiccaia”.

«Per chi è cresciuto qui – racconta la nipote Rossella Sanguinetti – si tratta di qualcosa di veramente significativo. Ho parlato anche con tanti ragazzi del quartiere chiedendo di non vandalizzarla e di tenerla d’occhio, perché uno sfregio sarebbe come pugnalare il rione e un pezzo importante della sua storia».

La panchina non è stata posizionata davanti al blocco di alloggi popolari che porta proprio il nome della Chiccaia, visto che è al centro di un progetto di demolizione, ma a poche centinaia di metri di distanza, come indicato dagli uffici comunali. «In realtà l’idea iniziale era quella di una targa – spiega Rossella Sanguinetti – ma l’ex assessore alla cultura Francesco Belais, che ringrazio di cuore per l’impegno e l’attenzione degli ultimi mesi, mi ha parlato di un iter lungo a livello burocratico, così è venuta fuori l’ipotesi di questa panchina verde». Che oggi è finalmente realtà.

«Sì, grazie al Comune che ha messo a disposizione una panchina in legno e grazie a una raccolta fondi a Shangai, donazioni che sono servite a verniciarla e personalizzarla: alla fine è avanzato qualcosa, soldi che abbiamo deciso di devolvere al canile Campo di Marte, dove un anno fa portammo il cagnolino di Elsa».

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