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Saltano anche i vertici delle case popolari e dei musei della città
Via la presidente Soriani e la direttrice Tognon
dietro le quinte
Aamps è stata l’antipasto: la prima società partecipata, una delle più importanti, a vedere crollare i vertici scelti in era 5 Stelle dopo la vittoria del centrosinistra. È questione di giorni, se non di ore, e anche al timone delle case popolari e dei musei della città cambierà tutto.
Due giorni fa alla presidente di Casalp, Vanessa Soriani, è stata comunicata ufficialmente la volontà del Comune di Livorno di procedere alla nomina di un nuovo consiglio di amministrazione. Nuovo cda e nuova guida, che detto per inciso era stata confermata appena un anno fa e quindi avrebbe anche potuto restare in carica fino all’inizio del 2021.
Dopo la riunione di lunedì, a inizio agosto sarà convocato un nuovo Lode (il Livello ottimale di esercizio che vede la partecipazione dei vari comuni della provincia) che nominerà il nuovo o la nuova presidente: un nome «più politico» a quanto si sente ripetere per ora in municipio.
Sembra invece già deciso il futuro – almeno il futuro prossimo – del Museo della Città. L’ex assessore M5S alla cultura, Francesco Belais, un anno fa si era battuto per selezionare un direttore scientifico unico per i musei: sia per il nuovo complesso di piazza del Luogo Pio che per gli spazi che portano il nome di Fattori a villa Mimbelli. A vincere la selezione era stata la critica d’arte Paola Tognon, ex consigliera comunale del Pd a Bergamo. Perché «l'eccellenza non ha colore politico», ripeté l’ex sindaco Filippo Nogarin il giorno della presentazione.
Quello di Tognon è un incarico fiduciario e quanto trapelato dopo l’incontro tra la prima direttrice scientifica e il neosindaco Luca Salvetti fa pensare che i presupposti per andare avanti siano venuti meno. Chi guiderà quindi i musei? A quanto risulta l’amministrazione farà un passo indietro rimettendo come in passato la gestione nelle mani di un dipendente comunale: il nome che si fa è quello dell’ex capo di gabinetto Antonio Bertelli, che dovrebbe lasciare il posto da dirigente del settore cultura. —
J.G.
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