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Il Comune compra case dai privati paga tutto la Regione ma il tempo stringe
Entro il 29 luglio si dovranno individuare i soggetti venditori È una manovra per aiutare le zone in emergenza abitativa
LIVORNO. La notizia la dà direttamente l’assessore al sociale Andrea Raspanti. E riguarda la pubblicazione di un avviso pubblico per l’acquisto di alloggi destinati ad incrementare il patrimonio ERP, cioè quello di edilizia residenziale pubblica della nostra amministrazione. L’avviso è pubblicato sul sito del Comune di Livorno ed ha una scadenza molto ravvicinata (29 luglio, ndc). Le domande quindi dovranno arrivare entro le ore 13 di quella data e rientra nel quadro di uno spazio della Regione Toscana che ha messo a disposizione delle risorse che devono essere impiegate entro la fine dell’anno per permettere ai comuni di aumentare il loro patrimonio immobiliare. «Per la nostra città, si tratta di una opportunità enorme. Ci sono delle liste di attesa incredibili, formate da persone che attendono di avere una casa», ha commentato Raspanti. Il decreto dirigenziale è del 1 aprile 2019 con cui si è aperta questa possibilità, nasce dall’esigenza di avere un patrimonio il più possibile in buono stato ed è stato pubblicato poi il 17 del medesimo mese «anche se la precedente amministrazione ha evidentemente deciso all’epoca di non partecipare». Raspanti prosegue, senza voler far polemiche con nessuno e spiega che non appena la nuova giunta si è insediata ed è venuta a conoscenza della cosa, si è subito messa al lavoro. «Noi abbiamo ritenuto che visto il disagio abitativo che c’è a Livorno, valesse la pena di fare un tentativo, anche se il tempo non ci è amico. Abbiamo chiesto alla Regione di poter fruire di una proroga anche perché da noi c’erano le amministrative e in queste situazioni si riscontra una certa e fisiologica latenza. La proroga non ci è stata concessa ed entro il 15 agosto ogni lode, dovrà presentare a Firenze l’elenco degli immobili eventualmente selezionati».
Non tutte le abitazioni rispondono però ai requisiti richiesti. In sostanza non è una occasione che un normale cittadino ha per poter vendere una casa. Magari ereditata. Gli interessati piuttosto potrebbero essere i titolari di un patrimonio immobiliare di tutto rispetto, che possono decidere di vendere, a prezzi praticamente di mercato, qualcosa che gli “avanza”. I paletti messi dalla Regione, seguono una loro logica. Gli appartamenti devono essere siti nello stesso comune, devono costituire un intero fabbricato o una porzione dello stesso, formato da almeno quattro alloggi, che siano anche gestibili autonomamente, senza gravami condominiali, essere di nuova costruzione o integralmente ristrutturati, ma anche liberi da persone e conformi allo strumento urbanistico vigente. Non devono essere infine ipotecati, non ci deve essere un mutuo acceso, non devono essere dipendenti da diritti reali e di godimento.
«Caratteristiche sicuramente stringenti - riprende Raspanti - ma come amministratori, abbiamo ritenuto come atto responsabile quello di fare un tentativo. E mi auguro che chi è realmente nelle condizioni di proporre immobili di questo tipo al Comune di Livorno, si faccia avanti». Sui prezzi massimi riconoscibili, basta che uno entri nei dettagli del decreto e vedrà se gli è conveniente vendere, oppure no. Le proposte che il comune manderà entro il 15 agosto, come detto, saranno poi valutate dalla Regione, ente che paga al cento per cento l’operazione. Molti sono i comuni toscani che nel frattempo si erano mossi cominciando a redigere anche una lista di case candidate a rispondere alle esigenze del proprio territorio. Dopo le ferie, partiranno le valutazioni del caso. Raspanti, appena insediato, si è messo in moto «dispiace perché da aprile c’era la possibilità di evidenziare l’opportunità e forse, a quest’ora, si sarebbe guadagnato tempo prezioso. Ma pensiamo a pedalare e cercare di ottenere il risultato che ci interessa». Livorno, non corre sola. E ammesso si palesi qualcuno che volesse vendere, ha possibilità di spuntarla su altri comuni toscani? «Il ragionamento si sviluppa in ordine di priorità e Livorno ha una situazione particolare che ben conoscono ai piani alti. Ho già parlato con le assessore Ceccarelli e Saccardi, mi sono confrontato con gli uffici che si occupano di case e sono tutti consapevoli che la nostra è una situazione di grande difficoltà. E’ garantito un grosso impegno e una attenzione particolare. Sta ovviamente a noi, ora sottoporre idee e proposte giuste. —
Flavio Lombardi
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