Le plastiche dure trattate a Case Passerini e portate a Livorno
LIVORNO. Niente più inceneritore a Case Passerini (siamo alle porte di Firenze). La Regione cambia idea e chiede ad Alia, il gestore dei rifiuti per la Toscana Centrale, di farci una piattaforma con biodigestori per trattare e selezionare i rifiuti. Così da ricavarne plasmix e Css. Questo materiale, poi, verrà trasportato via treno a Livorno ed Eni lo utilizzerà per far girare le macchine della bioraffineria. «L'inceneritore – dice il presidente della Regione Enrico Rossi – è un'idea del secolo scorso e del passato. Chi vuole guardare indietro dice inceneritore. Bruciare i rifiuti è anche molto costoso. Chi vuole guardare avanti, come noi in Toscana, segue gli sviluppi della ricerca e della scienza e pensa alla salute dell'ambiente e dei cittadini. In questo modo - continua Rossi - ci collochiamo al top delle indicazioni date dall'Europa». L'impianto di trattamento e selezione di Case Passerini dovrà passare al vaglio della Valutazione di impatto ambientale (Via) e dell'Autorizzazione di impatto ambientae (Aia). Una volta realizzato, Arpat monitorerà la correttezza dei processi di trattamento e selezione dei rifiuti. Insomma. Il progetto dell'inceneritore pare finire per davvero in soffitta. La giunta ne parlerà alla seduta straordinaria del consiglio regionale prevista il 24 luglio a Larderello. E lancerà un progetto di gestione dei rifiuti, a livello regionale, da qui al 2030. Il presidente Rossi e l'assessora all'ambiente Federica Fratoni chiederanno di approvare un piano in cui, fatti 100 rifiuti, si avanzi nella raccolta differenziata di 2-3 punti percentuali l'anno. In questo modo la differenziata passerà dal 56% di oggi a circa l'80% nel 2030. Il Comitato Mamme No Inceneritore della piana fiorentina, però, rimane scettico. «Ci sembra che anche a questo giro, a beneficiarne ci sia un privato, Eni, con la sua idea di riconversione di un pezzo della raffineria a Livorno. L'impianto proposto a quanto ci pare di capire punta a realizzare biometanolo tramite Css e plasmix (plastiche eterogenee) prodotti a loro volta dal trattamento del rifiuto indifferenziato, come ad esempio nell'impianto di Alia a Sesto Fiorentino». Ma il comitato vuole vederci chiaro soprattutto su cosa ne sarà del residuo. Il sospetto è che ci sia l'idea di fare «un nuovo rimpacchettamento da far bruciare nei cementifici e negli inceneritori. Questo nuovo impianto dovrebbe lavorare con 200.000 tonnellate di rifiuti che Alia ha già promesso di inviare dall'Ato Toscana Centro a Livorno». Il comitato aspetta i dettagli per la chiusura definitiva del progetto inceneritore di Firenze e chiede a Dario Nardella, sindaco di Firenze e presidente della Città Metropolitana, il porta a porta e l'introduzione della tariffazione puntuale. —
S.B.
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