Accusato di frode in Africa: imprenditore catturato sul lungomare
I poliziotti sapevano che era appena arrivato a Livorno e che sarebbe presto ripartito. Così, dopo averlo individuato su viale Italia, nella notte fra domenica e lunedì lo hanno arrestato. La Squadra volante della polizia, diretta da Claudio Cappelli, era appena stata informata della sua presenza in città, al termine di un viaggio d’affari.
L’imprenditore – un olandese ricercato in tutta Europa dopo un ordine di carcerazione emesso in Nigeria – ha 56 anni e secondo la “Magistrate Court di Lagos”avrebbe commesso una frode commerciale, punibile dalla giustizia locale con la pena massima di 60 anni di reclusione. Secondo l’accusa l’uomo – a capo di un’azienda fondata in Nigeria e attiva nel settore dello smaltimento dei relitti navali – «avrebbe operato come presidente e gestore di un’importante società commerciale per conto della quale – spiega in una nota la questura labronica – dopo i controlli delle autorità nigeriane, nel 2015 avrebbe commesso irregolarità finanziarie e appropriazioni indebite con trasferimenti illegali e non autorizzati per l’ammontare di 4.970.633 dollari e 412.774.165 naire nigeriane».
Cinque milioni e mezzo di euro secondo le quotazioni attuali. Un reato che in Nigeria verrebbe punito con una pena fino a 60 anni, per questo il 56enne era ricercato in tutta Europa – il suo nominativo era stato infatti inserito nel sistema di informazione Schengen, insieme a quello di tutti gli altri ricercati. Per questo, dopo il fermo della Squadra volante della questura, l’uomo è finito nel carcere delle Sughere. Resterà a disposizione della Corte d’appello di Firenze finché non si concluderanno le lunghe pratiche di estradizione in Nigeria. —
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