Il Tirreno

Livorno

Sagra della cozza, 25 anni d’amore in cucina

Nicolò Cecioni

Il racconto di Roberto De Majo, presidente del circolo Di Sorco: «A San Jacopo tante emozioni in ricordo di Luciano»

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LIVORNO. È una delle sagre più antiche di Livorno e tra le più radicate nel tessuto della città. La Sagra della Cozza del Circolo Arci Di Sorco compie 25 anni e per celebrare questo primo quarto di secolo in via di San Jacopo hanno voluto fare le cose in grande. La bontà dei piatti serviti, la gentilezza del personale e il clima accogliente che si respira hanno richiamato al circolo tantissime persone. Dopo i 200 coperti dell’inaugurazione di venerdì e gli oltre 300 di ieri, stasera si chiude la prima manche aspettando venerdì, sabato e domenica prossimi con altri 3 giorni di festa e lavoro in cucina. «Tutto è nato nel 1994 – spiega Roberto De Majo, che è tornato a essere presidente del Circolo Di Sorco dopo 9 anni –, in quel periodo i circoli stavano iniziando a sentire il peso della crisi. Per andare avanti, abbiamo fatto di necessità virtù, dando vita a un evento che è diventato un punto fisso dell’estate».

Cozze al tramonto, cozze ripiene, spaghetti alla scogliera e baccalà sotto il pesto, per non parlare degli ottimi gnocchetti di mare, sono i piatti forti della sagra. «Ma io adoro anche le cozze dorate e fritte. Sono un’invenzione di mia moglie Ivana, un riuscitissimo esperimento nato circa 15 anni fa che oggi è diventato uno dei piatti più richiesti». Alla base di tutto, e non potrebbe essere altrimenti, c’è la qualità dei prodotti. «Le nostre cozze sono tutte certificate e vengono da Olbia. Puntiamo tutto sulla qualità, anche a costo di non avere chissà quali guadagni. Vogliamo il meglio per i nostri clienti, ci basta rientrare nei costi e quel piccolo ritorno economico necessario per portare avanti la vita del circolo».

E così, per due settimane, in cucina lavorano come matti una decina di persone. Cuoche e cuochi che per tutto l’arco della manifestazione non fanno altro che preparare le squisite specialità di mare che la sagra propone. «Si è creata una comunità di persone splendide, che si vogliono bene e che hanno instaurato rapporti ultradecennali. Per noi, questa sagra, è un momento per stare insieme e condividere lavoro, passione e anche divertimento. Carla Vullo, Carla Ieghere, mia moglie Ivana, Loretta Risaliti, Mila Pezzenti, Loriana Mataresi e tutti gli altri, ormai sono come una grande famiglia».

La sagra che si svolge all’interno dell’attrezzatissimo giardino della struttura di via San Jacopo è solo una delle tante manifestazioni organizzate dal Circolo Di Sorco. «Insieme alla parrocchia, alla Proloco e al Vivi San Jacopo, spesso organizziamo feste che coinvolgono tutto il quartiere. Una di queste iniziative è la cena sotto le stelle che si svolge per strada, chiudendo al traffico via San Jacopo». In questi 25 anni i ricordi di Roberto De Majo sono molti. Ma alcuni sono scolpiti nel suo cuore. E sono legati al figlio Luciano, prematuramente scomparso. «Al circolo per la sagra - dice - spesso Luciano veniva a cena con i suoi colleghi del Tirreno, dopo aver chiuso le pagine del giornale. Era un bel momento di condivisione di quella che più che una redazione era ed è una vera e propria comunità. Ricordo anche quando nel 1990 lavorava a Radio Flash: una sera eravamo al tavolino insieme, ma dovette scappare per andare a raccontare in diretta il famoso incendio che devastò le colline del Romito».

Nicolò Cecioni

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