Il Tirreno

Livorno

Salvetti e Nardella a braccetto sull’aiuto ai migranti E Salvini ironizza

Juna Goti
Salvetti e Nardella a braccetto sull’aiuto ai migranti E Salvini ironizza

Il sindaco chiama la capitaneria. «Il porto non mi compete   ma restiamo umani». Il ministro: ecco le sue priorità

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«Restiamo umani» ripete Luca Salvetti a colpi di hashtag per dire che «Livorno, con il suo porto, è aperta». Il nuovo sindaco-giornalista spalanca virtualmente i cancelli dei Quattro Mori alla Sea Watch e al suo carico di 42 migranti, mentre al largo di Lampedusa va in scena l’ennesimo braccio di ferro con il governo gialloverde. Così, giusto il tempo di qualche clic, scoppia la prima polemica con il ministro dell’interno Matteo Salvini che di prima mattina posta su Facebook la faccia del quasi omonimo con il simbolo dei Dem. «Priorità per il neo eletto sindaco di Livorno del Pd: aprire il porto alle navi pirata delle Ong...», scrive il leghista accompagnando le parole agli applausi virtuali. «Intanto io non sono il neo sindaco del Pd ma di una coalizione di centrosinistra», controbatte a distanza Salvetti. Poi, «se da una parte sono soddisfatto che il ministro perda due minuti del suo tempo per rispondermi in questo modo, dall’altra non ritengo che sia una nave pirata».

Resta il punto politico. Insieme all’asse toscano che ieri si è formato tra il primo cittadino di Livorno e il primo cittadino Dem di Firenze, Dario Nardella, oggi circondati da un mare di amministrazioni di centrodestra. Dopo la pubblica apertura di Livorno alla Sea Watch, Nardella ha chiamato Salvetti: «Mi ha annunciato la piena disponibilità dell’amministrazione fiorentina a dare un aiuto nell’eventualità in cui ci sia da accogliere questi migranti in città». «La nostra storia è quella di una città aperta e per questo siamo già pronti ad accogliere 12 delle 42 persone a bordo», ha poi fatto sapere da Firenze l’assessore Andrea Vannucci. L’eventualità che la nave attracchi a Livorno non è comunque dietro l’angolo, come minimo perché mentre nel pomeriggio va in scena il botta e risposta politico, si trova a ore di navigazione, vicino a Lampedusa.

Quindi al di là del gesto e di quel #restiamoumani cosa c’è? La macchina dell’accoglienza che si è messa in moto. «Oltre a Firenze, si sono già messe a disposizione Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Arci», fa sapere di prima mattina. La Caritas di suor Raffaella Spiezio, dicono dal Comune, è andata anche oltre mettendo a disposizione la propria struttura per tutte e 42 le persone.

Salvetti la mette così, partendo dal principio “del buon marinaio”: «Sa che io ho fatto il militare in capitaneria? Sono stato un marinaio: il principio è che quando c’è qualcuno in difficoltà in mare, si salva e si aiuta. Poi dopo si discute di dove e come starà». Mercoledì sera, prima di pubblicare il post sulla nave guidata dalla tedesca Carola Rackete, il sindaco ha telefonato al comandante della capitaneria di porto, l’ammiraglio Giuseppe Tarzia. Più che altro un gesto di cortesia istituzionale: «Gli ho annunciato che avrei fatto una comunicazione di questo genere, consapevole che il porto non lo apre un sindaco». «So bene – ribadisce – che ci sono competenze chiare nel sistema di gestione degli scali. Io ho dato la disponibilità della città ad accogliere e ho scritto quelle parole non contro Salvini o qualcun altro, ma da essere umano: se c’è qualcuno in difficoltà, e questo mi sembra accertato, chiunque ha il ruolo di far sentire la propria voce e dare la disponibilità ad aiutare».

Salvetti si preoccupa di sottolineare che «quando Filippo Nogarin aprì all’Aquarius, da giornalista sottolineai il gesto significativo, salvo poi criticare la cancellazione del post perché qualcuno gli aveva detto che non era il caso...». E «a chi utilizza la mia presa di posizione per strumentalizzare la questione migranti, per dire “portali a casa tua”, rispondo che qui non si tratta di dare un’interpretazione del sistema dell’accoglienza: si discute da mesi di cosa deve fare l’Italia e di cosa è necessario faccia l’Europa per non lasciarci soli. Il punto ora è un altro: ci sono persone in mare che vanno aiutate». E «la risposta che ho ricevuto mi conferma che tanti a Livorno e in Toscana vogliono restare umani». —

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