Il Tirreno

Livorno

Mafia e nucleare I nostri maturandi si confrontano con la prima prova

Nicolò Cecioni
Mafia e nucleare I nostri maturandi si confrontano con la prima prova

Con il tema di italiano è iniziato l’esame per 1334 livornesi Ansie, paure e perplessità di una giornata indimenticabile

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LIVORNO. Occhiaie, cannuccia dell’Estaté in bocca e dizionario sottobraccio. Ieri mattina era semplicissimo riconoscere i 1334 maturandi livornesi. Con l’unica differenza che prima di entrare in aula erano tesi e visibilmente preoccupati. Dopo la prima prova, invece, le facce erano un po’ più rilassate. «E una è andata – ha spiegato Maria Teresa Zocchi, 5ª A Enriques – ora sono un po’ più tranquilla. Ho scelto la traccia su legalità e giustizia, quella su Carlo Alberto Dalla Chiesa. L’ho paragonato alla figura di Agricola, che nell’antichità già parlava di Stato e onestà». Parlano di mafia Marco Dalla Valle e Claudio Vitto, 5ª E e 5ª B dell’Enriques: «Ho citato i Promessi Sposi, con Don Rodrigo e i bravi», ha spiegato il primo. «Io – ha detto l’altro – ho inserito la storia di un servizio che ho visto alle Iene in cui una famiglia titolare di un’azienda di pompe funebri subisce minacce e intimidazioni perché non vuole pagare il pizzo. Ho aggiunto anche dei pezzi del film “La mafia uccide solo d’estate” e di “Sicilian Ghost Story”. Ci sono stato un po’ a scegliere la traccia, ma credo che sia andata bene».

Cambiando scuola, cambia anche il genere di traccia che gli studenti hanno scelto. Se nei licei hanno prevalso temi più concettuali, agli istituti tecnici e professionali i ragazzi hanno optato per altre tracce. «Io – ha raccontato Giovanni Chierchia, 5ª macchinisti del Nautico – ho scelto il tema sull’esplosione della bomba termonucleare. Mi sono soffermato sulle conseguenze di un ordigno del genere e sul fatto che, al tempo stesso, la mente umana possa essere geniale o stolta. Per questo ho chiuso scrivendo che l’ignorare di non sapere equivale al presumere di conoscere. Per questo spesso ci illudiamo».

Anche all’Iti il tema sull’atomica è andato per la maggiore. «Ho messo a confronto – ha detto Caterina Lazzerini, studentessa di 5ª biologico – le possibilità di sviluppo che derivano dalla tecnologia atomica con l’inquinamento che ne è l’altra faccia della medaglia».

«L’uomo – ha aggiunto Walter Raffoni, 5ª informatico – spesso non si rende conto dei danni che può fare contro la natura o contro se stesso con le armi atomiche. Ho scelto questa traccia perché era la più semplice dal mio punto di vista». Nella stessa classe, invece, Alessio Bernardoni ha scelto il tema su Dalla Chiesa nell’anniversario della sua morte. «La mafia – ha spiegato – è una piaga sociale ed è forse il problema più grande che abbiamo in Italia. Nel mio compito ho scritto che se tutti avessero il coraggio di esporsi e denunciassero pizzo o atteggiamenti mafiosi, saremmo un paese migliore». Criticità, invece, sulle altre tracce. «Ho scelto questo tema – ha concluso Alessandro Bernardoni – perché gli altri non mi piacevano o non li conoscevo. Noi Sciascia non lo abbiamo neanche studiato a italiano».

La lunga giornata dei maturandi livornesi era iniziata intorno alle 7.30, quando di fronte alle scuole hanno inziato a formarsi i primi capannelli di studenti che si sono ritrovati un po’ prima dell’apertura delle aule per sostenersi a vicenda. E così, alla spicciolata, di fronte a tutti gli istituti cittadini, fino alle 8.15 ansia e paura si tagliavano a fette. In molti, ovviamente avevano provato a ipotizzare qualche argomento. «Mi aspetto – aveva pronosticato Sara Marchetti, studentessa del Cecioni – un tema sull’inquinamento, visto il grande movimento del Friday for Future che ha coinvolto anche la nostra città».

«Tra i poeti potrebbe uscire Verga - era intervenuta Laura Pernice – io ieri ho ripassato quello». Per Silvia Segnini, invece, l’inquinamento era «troppo scontato. Credo esca qualcosa sul cyberbullismo». Non vedevano l’ora di iniziare, infine, Nicola Ficini e Andrea Cantini. «Non ne possiamo più – dicevano i due studenti dell’Iti – l’attesa è stata lunga e snervante. Non vediamo l’ora di entrare. Un possibile tema? Il diario di Anna Frank». —

Nicolò Cecioni

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