Il presidio
Due trionfi di fila e la coppa: è Thomas il timoniere da battere
Faccia a faccia con il “regista” del Borgo cresciuto nel Pontino di Disgraziati
IL PERSONAGGIO
Due Coppe Barontini consecutive e il premio Il Tirreno per essere stato il timoniere più bravo della passata edizione. Thomas Poli è il timoniere da battere dopo avere centrato due edizioni consecutive con il suo Borgo. «E non c'è due senza tre» scherza lui, classe '83, che quando sale a bordo si trasforma e diventa un leone.
È questa l’arma segreta? «Bisogna riuscire a trasmettere grinta a chi si ha di fronte. Solo così si ottengono i grandi risultati». Dal MiniPalio del Pontino del 1997, alla stagione in corso, Poli ha vissuto più di 20 anni al timone di molti gozzi. «Ma ogni stagione ha sempre una storia a sé. E anche ogni equipaggio. Spesso anche le stesse persone un anno reagiscono in un modo e l'anno dopo in un altro. Bisogna riuscire a saperle prendere». Ma tra le tante gare che ha fatto (anche a livello nazionale con il body azzurro dell'Italia di canottaggio), se qualcuno gli chiedesse qual è la sua preferita, non avrebbe dubbi. «La Barontini. Io sono nato e cresciuto sul Pontino e questa gara rappresenta qualcosa in più di una semplice regata. È forse l’unica che ancora mi fa fare un paio di respiri grossi grossi prima di partire per smorzare la tensione».
E come si prepara una Barontini? «Per un timoniere – racconta – è la gara più difficile, ma al tempo stesso la più gratificante. Sai che hai tutta la responsabilità addosso. La vittoria o la sconfitta dipendono dalle tue manovre. Ormai chi arriva primo si impone solo di pochissimi secondi, a volte addirittura decimi. Perciò, ogni anno, prima di partire la ripasso tutta a mente». Ed è grazie a questa attenzione quasi maniacale che Thomas ha messo in bacheca le ultime 2 coppe. «Vabbè, è chiaro che davanti a te devi avere un equipaggio con la E maiuscola. Dieci fratelli, oltre che dieci atleti. Altrimenti il timoniere non può fare niente». L'anno scorso è arrivata anche la coppa del Tirreno: «È stato un grande onore, il meritato riconoscimento dopo anni di duri allenamenti». A gennaio ci ha lasciati Alberto Disgraziati, lo storico timoniere del Pontino che è stato un punto di riferimento per molti: «Io ho iniziato sul Pontino e mi ricordo bene quando veniva in cantina. È stato un idolo. Quest'anno ci mancherà e spero di onorarne la memoria nel migliore dei modi». —
N.C.
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