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Arrivano sei vigili di quartiere in 5 zone per aiutare commercianti e residenti
Livorno, saranno tra il centro, il quartiere Venezia, il mercato, in zona ospedale e sul lungomare. Il servizio partirà all’inizio di agosto
LIVORNO. Ci siamo: ai primi di agosto, vedremo girare i vigili di quartiere nell'area del centro, nel quartiere Venezia, nel mercato centrale, in zona ospedale e sul lungomare. Queste le zone più delicate scelte dal Comune di Livorno, di concerto con la Regione Toscana, per iniziare l'esperimento degli agenti di prossimità. Tre le coppie di vigili di quartiere – in tutto sei agenti - distribuite in altrettanti turni giornalieri. Gli agenti saranno formati attraverso un corso tenuto dalla scuola interregionale di polizia locale. Il progetto della Regione, che costa 9 milioni di euro, prevede un finanziamento per tre anni, dal 2019 al 2021, per aumentare l'organico del personale di polizia municipale da destinare al lavoro di prossimità. Dunque i vigili di quartiere non andranno a sostituire agenti in pensione o spostamenti interni di personale.
La giunta, oltre ad approvare i progetti presentati, ha definito anche la convenzione che dovrà essere firmata con il Comune di Livorno. Il progetto regionale coinvolge città grandi (sopra i 55mila abitanti 'equivalenti': ossia residenti, pendolari, studenti, chi si sposta nelle città giornalmente in entrata e uscita, e naturalmente i turisti) e piccole (sopra i 35mila abitanti 'equivalenti'). Tra le città grandi, insieme a Livorno, figurano nell'elenco Viareggio, Pisa, Firenze, Massa, Lucca, Pistoia, Prato, Grosseto e Arezzo. Tra le città più piccole: Piombino, Pontedera, Empoli, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Qui fanno due coppie di vigili al giorno.
Dopo i tre anni di sperimentazione, i Comuni si impegnano a proseguire il progetto fino al 2023, sostenendone integralmente, a quel punto, la spesa. Ma cosa faranno i vigili di quartiere? Gireranno per i quartieri, parleranno coi negozianti e i residenti. Ne ascolteranno le preoccupazioni. Faranno opera di prevenzione. Ovvero: cercheranno di evitare che si compiano atti criminosi nelle zone indicate, prima che avvengano. Non sarà dunque il cittadino ad andare al comando dei vigili urbani, ma i vigili urbani ad andare dal cittadino. L'idea dell’agente di quartiere era stata lanciata nei mesi scorsi, accanto alla richiesta al governo di un innalzamento della dotazione organica delle forze dell'ordine, che risulta tuttora insufficiente in Toscana. «Il problema rimane e non era una richiesta strumentale - sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi - vorrei sapere se i ripetuti annunci del ministro dell'interno sull'arrivo di nuovi poliziotti e carabinieri realmente si è tradotto, al netto dei pensionamenti, in un saldo positivo degli organici delle forze dell'ordine sul territorio». Il presidente, ma anche l'assessore regionale alla sicurezza Vittorio Bugli, affermano: «Sicuramente il nostro è un aumento concreto, un progetto pensato per le realtà più fragili, con ottanta vigili urbani in più (quanti ne entrano in tutta la regione, ndr)».
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