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A 94 anni lasciata 18 ore su una barella
La denuncia: «Mia nonna dalle 3 di notte alle 21 al pronto soccorso aspettando che si liberasse un letto a Medicina»
LIVORNO. 18 ore su una barella, al pronto soccorso. In attesa di un posto nel reparto di Medicina che sembrava non liberarsi mai. Un incubo, ancora di più se la vittima della carenza cronica di letti del nostro ospedale è - come in questo caso - una signora di 94 anni.
La denuncia arriva dalla nipote, Nicoletta Ferretti. «Mia nonna è stata costretta ad attendere su una barella dalle 3 di venerdì notte fino alle 21 della sera in attesa del ricovero», racconta.
L’anziana era arrivata in ospedale con gravi problemi respiratori. «Già la scorsa settimana eravamo qui e anche allora non c’erano letti liberi in reparto, tanto che “appoggiarono” nonna nella degenza breve del pronto soccorso prima di rimandarla a casa. Stavolta invece non potevano fare a meno di ricoverarla ma l’attesa è stata infinita», continua la nipote.
MENO POSTI LETTO
DI TUTTA LA TOSCANA
La denuncia di Nicoletta Ferretti, arrivata ieri mattina in redazione, conferma una volta di più quanto il numero dei posti letto di viale Alfieri sia insufficiente: eravamo abituati a raccontare situazioni simili in pieno inverno, durante i famigerati picchi influenzali, ma in realtà Medicina è praticamente sempre piena. 365 giorni all’anno.
D’altra parte - lo abbiamo scritto tante volte - nell’ex Asl 6 di Livorno i posti letto a disposizione sono 2,43 ogni mille abitanti, ben lontani dai 3,3 posti-letto per mille abitanti che costituiscono la media toscana. Stiamo parlando di un terzo dei letti in meno rispetto a Pisa ad esempio... Nel solo ospedale di Livorno si sono persi 59 posti letto dal 2012 al 2016, da 413 a 354.
L’ASL: posti letto ok
Appena giovedì avevamo posto il tema al direttore generale dell’Asl Maria Letizia Casani, al termine della sua visita al nostro ospedale. Secondo il dg tuttavia il numero dei posti letto ospedalieri sono adeguati.
«A Livorno abbiamo un utilizzo efficiente dei posti letto - ha commentato Casani -, i tassi di occupazione sono adeguati, non c’è evidenza che tutti i posti letto siano occupati al 100%». Secondo la Casani «non è un problema di posti letto ospedalieri, casomai c’è da lavorare su un ampliamento di posti letto territoriali (tipo quelli a disposizione dell’Asl a Villa Tirrena o all’ospedale di comunità, ndr) e di cure intermedie, che consentano o una dimissione precoce dalle Medicine».
neanche un po’ d’acqua
Nicoletta Ferretti tuttavia ci tiene a ringraziare il personale infermieristico: «È sempre stato molto gentile e professionale, ineccepibili dal punto di vista dell’assistenza medica», dice. «Anche loro non sapevano cosa dirci, continuavano a ripeterci che non c’erano posti liberi e che dovevamo aspettare lì». «Purtroppo – aggiunge - in 18 ore nessuno e ripeto nessuno le ha offerto neanche un bicchiere d'acqua».
Giulio Corsi
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