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La Costituzione e il vecchio pallone oggetti del cuore

Cristiana Grasso
La Costituzione e il vecchio pallone oggetti del cuore

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LIVORNO. Un piccolo libro bianco che custodisce tutta la nostra Costituzione e un vecchio pallone a scacchi ormai sgonfio e molto vissuto. Sono gli oggetti del cuore dei due candidati a sindaco, gli oggetti che si sono portati ieri sul palcoscenico del Cral Eni al confronto organizzato da Il Tirreno che proprio questo aveva chiesto ai due sfidanti: oltre che con le vostre idee e la vostra passione presentatevi anche con qualcosa che vi rappresenta, che parli di voi, della vostra storia, pubblica o privata.

La Costituzione è l’“arma” di Andrea Romiti, candidato del centrodestra, il pallone quella di Luca Salvetti, candidato del centrosinistra. Due oggetti così diversi eppure simili nella loro forza narrativa.

Perché in politica, nella politica del testa a testa dove si mette la faccia e si va a caccia di voti non solo con le parole ma anche con i gesti, con le storie personali e con il talento della comunicazione, vale tutto. E tutto può avere un senso, entrare nel racconto, diventare tessera del mosaico. Eccoli quindi i candidati sindaco, che domenica si giocheranno al ballottaggio giorno infuocati di campagna elettorale, dare la parola a due oggetti qualunque che qui diventano animati e politici.

La Costituzione Romiti la tiene in mano per buona parte del confronto, un po’ come fosse un talismano.

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«Ho scelto questo “oggetto” - spiega - perché per me significa varie cose. Intanto da qui, da questo testo su cui si fonda la Repubblica Italiana, nasce la mia passione per la politica perché qui sta scritta la democrazia che è proprio ciò che permette a tutti di fare politica e di combattere per le proprie idee. Per questo dobbiamo essere grati a tutti quelli che l’hanno scritta. Poi perché fa parte del mio percorso di studio, mi sono laureato in legge e gli esami di diritto costituzionale sono tra quelli che più mi hanno appassionato. Infine perché è alla base del mio lavoro in Polizia, ho giurato sulla Costituzione e farla rispettare è un nostro dovere».

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Anche il pallone di Salvetti che lui abbraccia con affetto ha la sua storia: «Me lo regalò mio padre nel 1990, poco prima di morire. Da allora l’ho tenuto nel mio studio a Tele Granducato, lo inquadravamo durante le trasmissioni finché non è stato troppo mal ridotto, allora l’ho sistemato fuori campo ma sempre vicino a me - racconta - . Questo pallone rappresenta per me gli affetti familiari, perché è un dono di mio padre. E anche il mio amore per lo sport, per il calcio. Poi ha un altro significato: la cura che io da sempre riservo alle cose che mi stanno a cuore...». —
 

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