«Noi l’argine al ritorno Pd» Romiti apre anche a sinistra
«Salvetti si vergogna di essere il candidato del Partito Democratico e lo capisco cancellerà anche le cose buone dei 5 Stelle come rifare l’ospedale in viale Alfieri»
Attacca duramente il Partito Democratico: «Il Pd non è la sinistra, è quello che in Europa appoggia le banche e l’alta finanza, che in Italia ha approvato il Jobs Act e la legge Fornero, che a Livorno ha fermato lo sviluppo per 70 anni, favorendo le cricche, i poteri forti e le coop rosse e portando questa città ad essere una delle 9 aree di crisi complessa d’Italia con un tasso di disoccupazione record».
Attacca Luca Salvetti: «L’unica cosa che condivido con lui è che si vergogna di essere del Pd, mi vergognerei anche io. Avete notato che per due mesi ha nascosto il simbolo? Il top l’ha raggiunto al Limoncino quando ha addirittura negato di essere il candidato di quel partito: c’è un video in rete che sta diventando virale con Salvetti che risponde “chiedetelo al Pd” ad un cittadino che voleva conoscere la posizione del Partito Democratico. Mi chiedo quale credibilità abbia un candidato che nasconde agli elettori il partito che rappresenta. Ora però Salvetti deve chiarire la questione, voglio sapere anch’io chi è il mio avversario: il candidato del Pd o una persona che rappresenta il 2% della sua coalizione?».
Rigetta l’accusa di fascismo: «Non sono fascista, sono democratico e innamorato della nostra Costituzione. Sono contro tutti gli estremismi, di destra, di sinistra e religiosi. Quando sarò sindaco sulla porta appenderò una targa anch’io, come Nogarin, che però si è dimenticato di citare il comunismo e l’estremismo islamico che oggi, se permettete, è quello veramente pericoloso. Detto questo, spero che da oggi si cominci a parlare di programma, dei problemi della gente e di come vogliamo cambiare Livorno».
Andrea Romiti parla a braccio. Nella stanza a vetri con vista sul Goldoni, che da ieri ospita il suo comitato elettorale, il candidato di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Livorno in Movimento, non si lascia andare a festeggiamenti dopo aver portato il centrodestra ad un ballottaggio storico. «Sono contento e ringrazio tutti i cittadini che ci hanno dato fiducia», dice, attorniato da Costanza Vaccaro, Maristella Bottino, Giacomo Lensi e Marco Valiani. «Questa città ha già scelto il cambiamento nel 2014: anch'io votai 5 stelle al ballottaggio contro il clientelismo del Pd. Qualcosa è stato fatto dal Movimento, ma ancora non è sufficiente. L'argine al Pd però è stato messo e va tenuto alto: oggi un voto a Salvetti significa prendere le cose buone fatte dai 5 stelle, tante o poche a seconda dei punti vista, e cancellarle. Vi faccio un esempio di una cosa importantissima portata a termine da questa amministrazione: aver stoppato il progetto dell'ospedale a Montenero e obbligato Rossi a rifare l'ospedale in viale Alfieri. Ma Rossi è stato furbo, all’ultimo non ha firmato l'accordo, ha detto “vediamo chi sarà il sindaco”. Bene, se il sindaco sarà Salvetti si rimetterà tutto in ballo. E dove lo faranno l'ospedale? Sui terreni dell’Igd a Porta a Terra, facendo gli interessi delle stesse coop rosse che hanno bloccato il bacino di carenaggio, infrastruttura strategica del nostro Paese che ha sempre dato lavoro ai livornesi, per farvi l’enorme speculazione edilizia di Porta a Mare?».
È un’apertura ai 5 Stelle in vista del ballottaggio? «Noi ci rivolgiamo a tutti i cittadini, come abbiamo sempre fatto andando nelle strade, con i gazebo, a incontrare la gente e non per niente vantiamo la consigliera che ha preso più preferenze (Costanza Vaccaro, ndr). Tutte le sere dalle 18 alle 19 io sarò qui, in questa stanza, a parlare con i cittadini, come farò da sindaco: la mia porta sarà sempre aperta». Ma le alleanze? «L’apertura è a tutte quelle forze che sono contro il Pd e i poteri forti, le banche a livello europeo, le cricche a livello locale. A Livorno ci ha votato anche chi votava a sinistra e io chiamerò anche Marco Bruciati, parlerò con tutti, perché in comune con la sinistra abbiamo la convinzione che il nemico del cittadino siano le lobby che bloccano la città». —
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