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I due scenari possibili: come cambierebbe il consiglio comunale
Non entrerebbero in nessun caso Marco Cannito, Barbara La Comba, Ina DhimgJini, Carina Vitulano e Luigi Moggia
LIVORNO. Due composizioni probabili del consiglio comunale di Livorno nel caso di vittoria di uno o dell’altro sfidante, Luca Salvetti (centrosinistra) e Andrea Romiti (centrodestra).
Nell’ipotesi in cui la vittoria del ballottaggio vada al giornalista Salvetti ci sarebbero 19 consiglieri per il Partito democratico, un seggio per lo stesso Salvetti e nessun altro consigliere per le altre liste(Casa Livorno, Futuro e Articolo 1). Per la Lega, in questo quadro politico, ci sarebbero cinque assegnazioni, una per il candidato sindaco Andrea Romiti, mentre per le altre liste nessun consigliere. Per il Movimento Cinque stelle, invece, ci sarebbero due seggi, più uno per la candidata a sindaco Stella Sorgente. Buongiorno Livorno sarebbe a quota uno, un seggio per Marco Bruciati, uno per Potere al popolo.
Cambiamo scenario: nel caso di vittoria al ballottaggio di Andrea Romiti, la composizione del consiglio comunale potrebbe essere la seguente: il Partito democratico totalizzerebbe a questo punto 6 consiglieri, un seggio sarebbe assegnato al candidato a sindaco Luca Salvetti e nessuna altra assegnazione per le altre liste.
Nel caso di vittoria del centrodestra ci sarebbero 17 consiglieri per la Lega, un seggio per Andrea Romiti, due per Fratelli d’Italia, le altre liste non avrebbero alcun consigliere.
In questo caso al Movimento cinque stelle andrebbero due scranni, più uno per Stella Sorgente.
Buongiorno Livorno avrebbe un consigliere, uno poi per Marco Bruciati e nessuno andrebbe a Potere al popolo.
In ogni caso non entrerebbero in consiglio comunale in nessun caso Marco Cannito (Città diversa e La Sinistra), Barbara La Comba e la sua squadra civica di Per Livorno insieme, l’ex assessore Ina Dhimgjini con la sua formazione civica Livorno a misura.
Anche Carina Vitulano non sarebbe presente in consiglio comunale a Livorno con la sua lista che si rifà all’esperienza del sindaco di Parma Federico Pizzarotti e la formazione Italia in Comune. E infine assente sarebbe anche Luigi Moggia con il Partito comunista italiano. —
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