Il Tirreno

Livorno

commercio: zona stazione 

Saluta i clienti dopo 19 anni l’edicola sul viale Carducci

Saluta i clienti dopo 19 anni l’edicola sul viale Carducci

Livorno, i titolari Simonetta Guelfi e Franco Martinelli si raccontano tra aneddoti e storia: «Ora un po’ di riposo: riconsegneremo la licenza, non sappiamo ancora quando»

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LIVORNO. Da quasi vent’anni hanno rifornito il quartiere della stazione, e non solo, di giornali, riviste, figurine per i più piccini. Simonetta Guelfi e Franco Martinelli sono moglie e marito: il 1 maggio del 2000 festeggiarono l’apertura di quell’edicola sul viale Carducci – quella più vicina alla stazione - che a breve chiuderà i battenti.. «Riconsegneremo la licenza dopo quasi 20 anni di attività: mio marito andrà in pensione dal 1 luglio. Stiamo valutando quando chiudere», racconta lei mentre serve alcuni clienti.

Parla e sorride l’edicolante, mentre ricorda aneddoti di quasi due decadi passate tra odori di quotidiani e prodotti editoriali. «Quando aprimmo ci fu l’assalto – riavvolge il filo – Mi ricordo che vendevamo ben oltre 300 giornali Tirreno al giorno. Oggi resta di gran lunga il giornale più venduto ma il panorama generale del settore è cambiato». Più che rammarico nelle parole di Guelfi c’è la voglia di tirare il fiato. Di non doversi più alzare alle 5 del mattino. Di non dover più fare i conti con vendite e fatturati. «Tra me e mio marito io sono sempre stata quella che tre volte a settimana si alza alle 5: e a quell’ora ci sono i clienti fissi, quelli che vanno a lavorare fuori città e partono presto al mattino».

Ci tiene a dire che quello dell’edicola non era il suo sogno della vita: «Io sin da giovane sono sempre stata innamorata dei libri e avrei voluto lavorare in un archivio, ma la vita è andata così. Nel 2000 io e mio marito decidemmo di aprire questa edicola dopo aver avuto anni di esperienza all’interno di un panificio di famiglia. Cominciammo con grande entusiasmo tipico di chi parte con una nuova avventura». Guelfi e Martinelli sono contenti che i figli facciano altro. «Molto meglio una vita da dipendenti».

L’abitudine del quotidiano. L’abitudine di fermarsi al chiosco dei giornali. Di fare uno stop a quei presidi di quartiere che, oggi più che mai, sono a rischio e necessitano di reinventarsi come sottolinea in ogni occasione anche il segretario provinciale Sinagi (sindacato nazionale giornalai d’Italia, affiliato alla Cgil), Daniele Domenici.

«Forse oggi – continua Guelfi – alle edicole si dovrebbe puntare di più sui prodotti per bambini, purtroppo le persone leggono sempre meno e questo sta portando alla lenta agonia dei chioschi».

Guarda ai suoi clienti. Di ieri e di oggi. «Mi ricordo le tante giornate circondata da anziani seduti sulle panchine qui accanto, tutti comperavano il giornale. Oggi tanti di questi clienti fissi non ci sono più e in base alla mia esperienza qua non vedo un giovane che entra a comprare il giornale: ci sono persone di una certa età e mamme, oppure nonne con bambini a comperare adesivi, gadget e figurine».

Da settembre nelle edicole cittadine saranno erogati nuovi servizi, proprio nell’ottica di diversificare l’offerta, ovvero si potranno fare prestazioni online relative alla estrazione di certificati anagrafici e di stato civile e alla prenotazione degli appuntamenti con gli sportelli anagrafici comunali.

«Non mi sono interessata a queste novità– chiude Simonetta Guelfi – perché non ci saremo».


 

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