Il Tirreno

Livorno

Prende la Variante contromano, si schianta su un’auto e scappa

Stefano Taglione
Una delle macchine incidentate
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Una delle macchine incidentate

Livorno, il “pirata” era su una Panda bianca e dopo l’impatto ha fatto inversione fuggendo. Una donna per riuscire a schivarlo si è ribaltata con l’auto: «Potevo morire» 

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LIVORNO. Ha preso la Variante contromano, forse entrando dall’uscita di Livorno sud. Poi ha provocato il ribaltamento di un’auto con a bordo due donne, prima di fare inversione a U e fuggire prima dell’arrivo della polizia municipale. «Ho visto la morte in faccia»: Valentina Dalli, 42 anni, si è cappottata sulla due corsie cercando di schivare la Fiat Panda impazzita. «Era bianca, con un uomo a bordo», dirà poi ai vigili urbani l’unico testimone oculare, un giovane (chiede l’anonimato) che in quel momento stava facendo benzina alla Q8 di fianco alla superstrada e che, sbracciandosi, ha cercato di fermare il pirata della strada.

È successo tutto poco dopo la mezzanotte fra venerdì 24 e sabato 25 maggio. Nel maxi tamponamento a catena sono finite all’ospedale tre persone. Oltre a Valentina Dalli, che guidava la sua utilitaria con accanto un’amica, è rimasto ferito un giovane di 20 anni, al volante di una delle macchine che seguivano. Per le due donne, per fortuna, solo escoriazioni. «Della Panda ho visto solo i fari dopo essermi ribaltata – racconta Dalli – Ciò che ho saputo l’ho appreso dall’unico testimone, il ragazzo che stava facendo benzina all’impianto dei carburanti».

La Variante è rimasta chiusa per qualche ora, in attesa dei rilievi della polizia municipale e della bonifica di una ditta specializzata, effettuata nella notte. Solo dopo è tornata transitabile. «Avevo un’auto davanti a me, che improvvisamente si è quasi fermata – racconta la donna – quindi ho cercato di superarla, vedendo la Panda proprio di fronte a me, nella corsia di sorpasso. A quel punto ho sterzato, scontrandomi con l’utilitario che stavo superando e ribaltandomi. Avrei potuto morire. Questa persona è scappata senza neanche sincerarsi delle nostre condizioni di salute».

Le due amiche stavano tornando a casa dopo una serata trascorsa insieme. Era mezzanotte e 25 minuti quando è avvenuto l’impatto. Poi sono finite in ospedale con l’ambulanza. «Ricordo benissimo l’ora – dice, sempre chiedendo l’anonimato, il testimone oculare – perché ho lo scontrino del pieno di carburante. Ho lasciato la pistola della pompa inserita e ho cercato di fermarlo, ma purtroppo lui ha fatto inversione a U ed è scappato via».
 

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