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Livorno

L’annuncio di Bellabarba: «La discarica del Limoncino è aperta»

L’annuncio di Bellabarba: «La discarica del Limoncino è aperta»

Livorno, a sette anni e mezzo dal sequestro è arrivata l’autorizzazione della Regione: «A Monte La Poggia solo rifiuti non pericolosi a basso contenuto organico». I frontisti: «C’è la diffida del Comune, lotteremo per dire no»

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LIVORNO. A sette anni e mezzo dal sequestro – era l’ottobre del 2011 – e dopo una battaglia legale che non si è ancora conclusa tra i proprietari (la famiglia Bellabarba) e i frontisti (abitanti delle case lungo via del Limoncino), nei giorni la discarica di Monte La Poggia ha aperto per la prima volta. «In forma ridotta – spiegano i titolari – e usando mezzi sotto le 3, 5 tonnellate». . La società Livrea srl che ha preso il posto della Bellabarba Ambiente alla guida della discarica (dietro ci sono gli stessi soggetti) spiega come «l’impianto sia stato regolarmente autorizzato dalla Regione Toscana con limitandone il conferimento ai soli codici idonei al recupero ambientale del sito. L’autorizzazione riguarda esclusivamente rifiuti non pericolosi a basso contenuto organico, resa ancora più restrittiva dall’ultimo atto autorizzativo».

Secondo i proprietari dunque «nella discarica non saranno conferiti rifiuti pericolosi e tossici. I rifiuti conferiti – precisano – sono non putrescibili, non maleodoranti e non sono, per la loro stessa natura, fonte di inquinamento alcuno». L’impianto – proseguono – «ha una importante valenza ambientale e ripristinerà alla fine del periodo di gestione, lo skyline del Monte la Poggia ricostituendone il profilo originale, tramite la realizzazione di un sistema di interventi di piantumazione che renderanno maggiormente fruibile la zona eliminando la ferita costituita dalla precedente attività estrattiva. Dunque nessuna deturpazione del paesaggio».

La società Livrea, «consapevole della bontà dell’iniziativa che desidera realizzare, ha sempre cercato il dialogo e la condivisione di un percorso di recupero ambientale con l’attuale amministrazione, ma ha trovato un pregiudizio ideologico, non suffragato da elementi oggettivi o che avessero riscontro nella normativa vigente. La società ha dato inoltre forti segnali di disponibilità prevedendo anche la realizzazione di misure di compensazione e mitigazione ambientale senza che questa iniziativa trovasse un momento di dialogo e di sintesi con l’ente locale. A conferma della propria disponibilità, in occasione dell’ultima alluvione, la società si è resa disponibile al conferimento a titolo gratuito del materiale accumulatosi nei tragici eventi che hanno colpito la città di Livorno. Anche questa apertura non ha avuto alcun riscontro e pertanto i detriti sono stati smaltiti in altri impianti privati con sensibili oneri e conseguente aggravio di costi per i cittadini».

L’impianto, aperto il 13 maggio scorso «come comunicato a tutti agli Enti di riferimento è sicuro di agire nel totale rispetto delle normative, ed avendo in portafoglio importanti contratti a valenza pluriennale». Tutto in attesa che la corte d’appello di Firenze sciolga l’ultimo nodo che riguarda il futuro della discarica.

La replica del comitato

«C’è una diffida del Comune sulla riapertura della discarica non credo che il governatore Rossi possa dare il via libera senza tenere conto di questo documento». Rosaria Scaffidi, anima del comitato dei frontisti, è sorpresa dall’annuncio della proprietà . «Fino a ieri non ho visto passare alcun camion, a mio avviso stanno bluffando. Noi comunque continueremo a dire no».

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