Il Tirreno

Livorno

villa corridi: allarme amianto 

Dopo l’ispezione del parco il Comune fa denuncia e scattano le indagini

Francesca Suggi
Dopo l’ispezione del parco il Comune fa denuncia e scattano le indagini

«Contaminazione di tipo vandalico» dice l’Asl. Vicesindaca e segretario generale contro l’ abbandono di materiale pericoloso

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LIVORNO. «Una contaminazione di tipo vandalico», scrive la Asl nella sua relazione. Lo confermano anche i tecnici dell’Ufficio Ambiente del Comune e la protezione civile. «Quasi tutti i frammenti si trovavano adagiati superficialmente sul terreno ed in particolare due frammenti che sembrano confermare l’atto vandalico», scrive il responsabile dell’Ufficio Ambiente Lorenzo Lazzerini nel suo verbale di ispezione.

I report arrivano dopo un lungo sopralluogo domenicale di azienda sanitaria e comune a Villa Corridi. Il parco, riaperto sabato dopo 3 anni di chiusura e bonifica da amianto, torna ad essere al centro di un nuovo allarme amianto, appunto. A poche ore dal taglio del nastro alcuni genitori chiamano i vigili urbani dopo aver rinvenuto sul prato, vicino ai giochi ginnici, resti di materiale potenzialmente contenenti amianto. L’area viene transennata.

Il Tirreno, da sabato, racconta tutti gli step di questa vicenda che sempre più prende la connotazione del sabotaggio. Dell’atto vandalico, come formalmente ipotizzato dagli enti coinvolti. I resti ritrovati sono stranamente puliti, come fa notare la Asl. Non presentano il colore dell’argilla del terreno (a parte alcuni ritrovati conficcati, sempre nella stessa area); si tratta, inoltre, di materiale diverso da quello già bonificato. Sono, inoltre, poggiati curiosamente sull’erba. «Si è trattato di un ritrovamento anomalo sia per la quantità di materiale rinvenuto che per le modalità - dicono i tecnici comunali - In quell’area si è scavato tra i 20 e gli 80 centimetri. A quel punto è stato steso uno strato di “tessuto non tessuto”, dopodiché gli scavi sono stati riempiti con uno strato di terra nuova, necessaria a ripristinare la morfologia del parco. La terra è stata, poi, seminata. Sui vialetti, invece, è stato steso e fissato con il rullo uno strato di materiale stabilizzato. È dunque impossibile che il materiale ritrovato provenga dal terreno di Villa Corridi».

Nessuna contaminazione del terreno dunque, ma un atto “vandalico” doloso, come certifica nel suo rapporto il tecnico della Asl. Nelle prossime ore Arpat effettuerà le analisi su alcuni campioni del materiale, mentre il personale specializzato del Comune provvederà, come suggerito da Asl, a effettuare un’ispezione visiva complessiva del parco, a cominciare dall’area transennata. Parallelamente la vicesindaca Stella Sorgente e il segretario generale Alberto Bignone hanno presentato denuncia contro ignoti per abbandono di materiale pericoloso, per individuare l’eventuale autore del gesto. —

Francesca Suggi

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