Il Tirreno

Livorno

Sembrava impossibile ma il gruppo ha smentito tutti

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Un giorno Nelson Mandela, all’African National Congress, disse: “Sembra sempre impossibile finché non viene realizzato”. Lui volava alto e ne aveva tutto il diritto, qui si vola più basso ma la Grande Impresa l’abbiamo firmata anche noi.

E sembrava davvero impossibile finché non l’abbiamo realizzata. Sembrava uno dei tanti film che hanno segnato la nostra storia, fatta di sofferenze, di beffe, di cadute a un metro dal traguardo. Stavolta ci siamo tolti l’etichetta di essere i Dorando Petri del calcio e davanti al traguardo sono caduti gli altri. È caduta la Salernitana, è caduto il Foggia, è caduto Nasca, è caduto Lotito, sono caduti tutti quelli che per strada hanno provato a farci lo sgambetto.

Anche per questo siamo fieri e orgogliosi di questa squadra. Alla fine avevamo il groppo alla gola a vedere quei 1500 tifosi che si abbracciavano nel loro 25 aprile personale. Con i giocatori sotto la curva a festeggiare una salvezza pazzesca, insperata.

Non iniziate a fare i furbi eh, non dite “io ci ho sempre creduto”, “lo sapevo che ci si salvava...” o robe del genere. Bisogna essere onesti. A inizio dicembre il Livorno sembrava una squadra derelitta, in balia degli avversari e l’unico pensiero che potevamo avere era se saremmo retrocessi a marzo o ad aprile.

Ci hanno smentito questi ragazzi e solo chi ama la maglia amaranto sa quanto possiamo essere felici ora a dire “sì, ci siamo sbagliati”. Giù il cappello di fronte a Breda, stendiamo in terra un tappeto rosso a Diamanti ogni volta che tornerà a Livorno, abbracciamo forte uno per uno questi ragazzi che anche a Padova sono riusciti ad andare col cuore oltre l’ostacolo.

Già, perché questo pareggio può non sembrare un grande risultato. Ma avete presente quanto certe partite ti tagliano le gambe? Guardate cosa è successo alla Salernitana e al Foggia. Un tempo, neanche troppo lontano, c’erano valigette e strette di mano nei sottopassaggi, adesso (per fortuna) c’è battaglia ovunque. E anche se non è stato il Livorno più bello, ci siamo meritati il trionfo.

La partita vissuta sul campo diventa quasi contorno rispetto all’incredibile vortice di emozioni che ci è arrivato coi vari risultati dagli altri campi. Ci vengono i brividi a ripensarci. Il gol nel primo tempo di Giannetti ci aveva illusi di aspettare solo i risultati dagli altri campi, ma il pareggio di Mazzocco al 20’ del secondo tempo ha sparigliato tutto.

Siamo andati all’assalto ma il gol più importante l’ha segnato il Pescara del nostro amico Pillon. E gli ultimi minuti sono stati un’angoscia indescrivibile, con la paura di subire un 2-1 che (state sicuri) ci avrebbe spediti prima ai playout e poi in C.

Invece no. L’abbiamo portata a casa. E stavolta si gode noi. Tanto. Ma proprio tanto.

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