Il Tirreno

Livorno

comune 

Il M5S chiude senza numeri anche l’ultimo consiglio

Flavio Lombardi

Le opposizioni restano in aula e assicurano  il numero legale per votare gli ultimi atti  sui conti di Palazzo Civico 

2 MINUTI DI LETTURA





livorno. Partiamo dalla fine. Dagli applausi da parte di tutti, al termine del discorso di fine mandato del presidente Daniele Esposito. Discorso in cui per ultimo, e non senza commozione, c’è stato un pensiero per i due consiglieri che avrebbero dovuto esserci, ma sono prematuramente scomparsi: Giuseppe Vitello e Serena Simoncini.

Ha snocciolato numeri in libertà, per significare l’attività del consiglio comunale in questi cinque anni, «anche se io ci sono stato per tre e mezzo, arrivando in piena bufera Aamps»: 145 consigli alla media di 5 ore e mezzo ciascuno, 1.008 mozioni presentate, 243 interpellanze, 14 interrogazioni, 17 question time e 196 comunicazioni, aggiungendo 626 sedute di commissione. «Non è stato facile – ha detto Esposito – arrivare in fondo a causa di una maggioranza risicata. Ma questa aula ha dato dimostrazione di alta responsabilità, e qui si sono approvati provvedimenti importanti per il futuro di Livorno. Ringrazio gli avversari politici, con i quali c’è stato a volte scontro acceso, ma sempre costruttivo e rispettoso. Una minoranza che ha sempre dimostrato senso di responsabilità, così come anche in questa ultima seduta». Sì, perché anche nell’ultimo consiglio comunale il M5S da solo non ha avuto i numeri.

In sostanza questo ultimo appuntamento istituzionale – che prima di iniziare ha vissuto il clima festaiolo con selfie di gruppo (assenti per motivi di lavoro Ruggeri, Bruciati, Agen, Mazzacca e Pecoretti) – doveva passare la ratifica della deliberazione di giunta 263 del 2 aprile scorso “variazioni al bilancio di previsione finanziario 2019-2021 e l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2018. Un voto nel quale, ancora una volta, si è vissuta la spaccatura fra la parte al governo e le opposizioni. Semaforo verde dai 15 Cinque Stelle più Edoardo Marchetti, astensione degli altri 10 che è diventato voto contrario quando si è deciso sull’esercizio finanziario 2018. E la puntualizzazione, prima di questa seconda operazione di Pietro Caruso, capogruppo Pd, così come di Giuseppe Grillotti (Potere al Popolo) ed Elisa Amato (Fi): «Resteremo in quest’aula per rispetto alla città e alle istituzioni, garantendo il numero legale della seduta che da soli non potete mantenere. Il voto, naturalmente, sarà contrario». Per l’assessora Valentina Montanelli i numeri raccontano una buona gestione: «Si chiude con un avanzo di un milione e 400 mila euro. Un bilancio in piena salute con tanti accantonamenti anche fra quelli facoltativi per un totale di oltre 94 milioni contro i 15 di cinque anni fa». Per il sindaco Filippo Nogarin l’indebitamento medio è calato molto: «Politica di risanamento con Spil, Aamps il nuovo rapporto con Casalp, le farmacie in attivo e al tempo stesso incremento degli investimenti nei lavori pubblici, pensando alle scuole». —

Flavio Lombardi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera