Il presidio
Il M5S chiude senza numeri anche l’ultimo consiglio
Le opposizioni restano in aula e assicurano il numero legale per votare gli ultimi atti sui conti di Palazzo Civico
livorno. Partiamo dalla fine. Dagli applausi da parte di tutti, al termine del discorso di fine mandato del presidente Daniele Esposito. Discorso in cui per ultimo, e non senza commozione, c’è stato un pensiero per i due consiglieri che avrebbero dovuto esserci, ma sono prematuramente scomparsi: Giuseppe Vitello e Serena Simoncini.
Ha snocciolato numeri in libertà, per significare l’attività del consiglio comunale in questi cinque anni, «anche se io ci sono stato per tre e mezzo, arrivando in piena bufera Aamps»: 145 consigli alla media di 5 ore e mezzo ciascuno, 1.008 mozioni presentate, 243 interpellanze, 14 interrogazioni, 17 question time e 196 comunicazioni, aggiungendo 626 sedute di commissione. «Non è stato facile – ha detto Esposito – arrivare in fondo a causa di una maggioranza risicata. Ma questa aula ha dato dimostrazione di alta responsabilità, e qui si sono approvati provvedimenti importanti per il futuro di Livorno. Ringrazio gli avversari politici, con i quali c’è stato a volte scontro acceso, ma sempre costruttivo e rispettoso. Una minoranza che ha sempre dimostrato senso di responsabilità, così come anche in questa ultima seduta». Sì, perché anche nell’ultimo consiglio comunale il M5S da solo non ha avuto i numeri.
In sostanza questo ultimo appuntamento istituzionale – che prima di iniziare ha vissuto il clima festaiolo con selfie di gruppo (assenti per motivi di lavoro Ruggeri, Bruciati, Agen, Mazzacca e Pecoretti) – doveva passare la ratifica della deliberazione di giunta 263 del 2 aprile scorso “variazioni al bilancio di previsione finanziario 2019-2021 e l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2018. Un voto nel quale, ancora una volta, si è vissuta la spaccatura fra la parte al governo e le opposizioni. Semaforo verde dai 15 Cinque Stelle più Edoardo Marchetti, astensione degli altri 10 che è diventato voto contrario quando si è deciso sull’esercizio finanziario 2018. E la puntualizzazione, prima di questa seconda operazione di Pietro Caruso, capogruppo Pd, così come di Giuseppe Grillotti (Potere al Popolo) ed Elisa Amato (Fi): «Resteremo in quest’aula per rispetto alla città e alle istituzioni, garantendo il numero legale della seduta che da soli non potete mantenere. Il voto, naturalmente, sarà contrario». Per l’assessora Valentina Montanelli i numeri raccontano una buona gestione: «Si chiude con un avanzo di un milione e 400 mila euro. Un bilancio in piena salute con tanti accantonamenti anche fra quelli facoltativi per un totale di oltre 94 milioni contro i 15 di cinque anni fa». Per il sindaco Filippo Nogarin l’indebitamento medio è calato molto: «Politica di risanamento con Spil, Aamps il nuovo rapporto con Casalp, le farmacie in attivo e al tempo stesso incremento degli investimenti nei lavori pubblici, pensando alle scuole». —
Flavio Lombardi
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