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Livorno

«Marco non risponde più al telefono»: trovato morto in casa a 38 anni dalla compagna

Cristiana Grasso Federico Lazzotti
«Marco non risponde più al telefono»: trovato morto in casa a 38 anni dalla compagna

Livorno, dramma in Banditella: Ruggiero era impiegato in una agenzia di forniture navali, lascia un figlio di sei anni. Ipotesi malore ma è stata disposta l’autopsia  

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LIVORNO. I sorrisi con gli amici, le foto in spiaggia con un fisico da far invidia ad atleti e modelli, le vacanze con la compagna in giro per il mondo. E soprattutto gli abbracci con il figlio che del giovane padre porterà con sé i ricordi e i lineamenti . . È una dramma che attorciglia l’anima e congela il respiro quello che si è consumato nella notte tra mercoledì e giovedì 25 aprile in un bell’appartamento di via Sommati, nel cuore del quartiere di Banditella, e si è portato via il futuro e i sogni di Marco Ruggiero, 39 anni da compiere il prossimo 26 novembre, impiegato in un’azienda di forniture navali.

A sospettare che qualcosa non andasse, ieri mattina intorno alle 11, è stata la compagna del trentottenne che da fuori aveva provato più volte a contattarlo per svegliarlo. «Lo chiamavo al telefono ma non risponde», ha spiegato. Ecco perché la donna si è diretta rapidamente in via Sommati, nell’abitazione della famiglia. Ma quando ha aperto la porta nessuno ha risposto. Pochi passi di corsa verso la camera da letto, con il figlioletto impaziente di salutare il babbo, quindi ecco la scoperta sconvolgente: l’immagine di Marco che non dava segni di vita. La donna ha subito lanciato l’allarme e al numero 44 è arrivata l’ambulanza della Misericordia di Antignano: inutili i tentativi di rianimazione. Poi è giunta la polizia. Infine il medico legale che tra le varie ipotesi non ha escluso quella di un decesso dovuto a una malformazione congenita e mai emersa prima e che sarà chiarita dall’autopsia.

Intanto, con il passare delle ore, mentre nell’appartamento al primo piano del condominio sono rimasti il padre di Marco e la polizia al lavoro per i rilievi (obbligatori quando viene trovata una persona deceduta in casa) sotto il portone del palazzo si sono raggruppate decine di amici di Marco e Enrica (che lavora come stenotipista in tribunale), la sua compagna. Increduli, frastornati, catapultati da una tranquilla giornata di festa dentro una tragedia che non riescono ad accettare. Perché Marco era giovane, pieno di voglia di vivere e di sogni da realizzare. Pieno di amore per la sua famiglia. E ora nessuno sa come dirlo al figlioletto che quel babbo sempre pronto a giocare ora non c’è più.


 

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