Lavoro
Il faro di Livorno, che meraviglia: eccolo in video e foto
Sabato 27 dalle 9,30 alle 17,30 la visita per una comitiva di 600 turisti al "fanale" che vigila sul porto di Livorno per scoprire tutti i segreti e le curiosità di uno dei fari più antichi d’Italia
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LIVORNO. Sabato 27 dalle 9.30 alle 17.30 il faro di Livorno apre le porte alla città. Il fanale è stato appena ristrutturato a cura del ministero dei Trasporti e dalla Marina Militare. La visita fa parte del programma delle attività inserite nella Settimana Velica Internazionale “Accademia Navale-Città di Livorno”. Il Comando Zona Fari Alto Tirreno (responsabile il capitano di fregata Stefano Gilli) e l’associazione “Il Mondo dei Fari” accompagneranno 600 visitatori in gruppi di 25 persone nel giro che porterà fino alla terrazza posta a 50 metri di altezza, mentre in mare si svolgeranno le gare della Classe Optimist.
Il giro, che durerà circa 20 minuti, inizierà in via Edda Fagni alla sbarra dei Cantieri Benetti e comprenderà l’area intorno al faro e la passeggiata. La salita alla sommità di 297 gradini purtroppo non è attrezzata per i portatori di handicap.. Negli ultimi anni, grazie agli sforzi congiunti del ministero, del Comando Zona Fari e dei soci dell’associazione è stata resa possibile l’apertura al pubblico del faro solo in occasione di speciali eventi o ricorrenze. La speranza è che in un prossimo futuro questo importante “monumento” possa essere più accessibile non solo ai livornesi, perché con l’associazione “Mondo dei Fari”, che sta crescendo anno dopo anno, una visita al faro di Livorno è sempre più ricercata.
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Molto interessante la sua storia. Il Fanale dei pisani o Fanale Maggiore o più semplicemente il Fanale, si trova all’imbocco sud dello scalo. Sorto in epoca medievale ad opera della Repubblica di Pisa, è per fondazione uno dei fari più antichi d’Italia, sebbene sia stato ricostruito fedelmente dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale.
Per la sua bellezza è citato da Dante Alighieri nel Purgatorio: “Sta come torre ferma che non crolla giammai la cima per soffiar di vento”; da Francesco Petrarca che lo menziona nel suo “Itinerario siriaco”. È citato da Goro di Stagio Dati, che definì la torre come una delle più belle del mondo, da Matteo Fortini, poeta minore del Quattrocento nel suo poemetto “L’Universo” e in tempi più recenti da Giovanni Marradi.
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Fu costruito nel piccolo abitato di Livorno in sostituzione di quello posto sulle secche della Meloria, andato distrutto nel 1284 durante la battaglia dei Genovesi. Il progetto originale, risalente al principio del XIV secolo, viene attribuito a Giovanni Pisano. La torre fu costruita tra il 1303 ed il 1305 su ordine dei Provveditori della Fabbrica Lando Eroli e Jacopo da Peccioli e all’epoca era completamente circondato dal mare.
Decaduta la Repubblica di Pisa, l’originaria croce pisana scolpita sull’angusta porta di ingresso fu cancellata e sostituita dal giglio Fiorentino. Nel 1583 il Granduca di Toscana Francesco I de’ Medici allestì, alla base del fanale, il primo lazzaretto della città (1584) e il secondo in Italia dopo quello di Venezia, affiancato da alcuni magazzini che ne deturparono la purezza delle linee. Un’iscrizione ne ricordava l’evento: “Franciscus Med. Magnum Dux Etruriae MDLXXXIIII”. Tali basse costruzioni nei primi anni del Novecento erano ancora presenti, ma oggi non ne resta più traccia.
Sul nostro Faro Galileo Galilei perfezionò il suo cannocchiale. Nel 1944 fu minato e distrutto dai tedeschi in ritirata, ai quali è stata imputata, forse erroneamente, anche la distruzione della non distante Torre del Magnale. Fu ricostruito utilizzando gran parte dei materiali recuperati tra le macerie seguendo, limitatamente alle parti esterne, il disegno originario. All’inaugurazione, il 16 settembre 1956, presenziò il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.
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Il fanale è costituito da due torri merlate e sovrapposte, sopra una base tronco-conica. In realtà le due torri sono a loro volta formate da diversi cilindri di diametri decrescenti, che fanno assumere al complesso un leggero andamento conico fino alla sommità. Il faro, realizzato in pietra della Verruca della cava di San Giuliano, è alto 52 metri e il suo diametro massimo è di 12 metri.
Il fanale maggiore di Livorno è un faro ad ottica rotante alimentato dalla rete elettrica. In origine funzionava per mezzo di fuochi, poi a lampade semplici e con spicchi a riverbero, mentre nel 1841 fu dotato del sistema Fresnel e successivamente fu alimentato da gas acetilene ad incandescenza. Oggi emette quattro lampi ogni 20 secondi: la sua portata è di 24 miglia marine. Dal 1911 è gestito dalla Marina militare Italiana. —
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