Il presidio
«Noi controllati con i Gps montati su mezzi e spazzole»
I lavoratori dell’Avr: «La nostra azienda ha montato questi sensori con cui si vede anche se i bracci della macchina sono fermi o in movimento»
L'Unione sindacale di base, dopo Aamps, entra anche in Avr, azienda con novanta dipendenti che fornisce servizi di igiene urbana. E in quest’occasione i dipendenti aprono una questione: «Alcuni responsabili ci hanno informato che una decina di giorni fa l'azienda ha iniziato a montare sensori Gps sui mezzi e sulle spazzole delle macchine per la pulizia delle strade per controllarci in tempo reale, in modo da capire quale percorso stiamo seguendo in quel momento e se addirittura i bracci della macchina sono alzati o abbassati (fermi o in funzione, ndc)». Una questione molto simile a quella dei braccialetti con tecnologia Rfid, che furono dati in dotazione sempre agli stessi operatori Avr, con le stesse problematiche di privacy e fiducia.
Sul tappeto ci sono poi molte altre questioni. «In questi anni si è favorita una divisione tra i lavoratori e le lavoratrici di Aamps e Avr - commenta Giovanni Ceraolo dell’Usb - Oggi vogliamo dare un segnale di unità fra persone che svolgono le stesse mansioni ma in condizioni differenti».
E dopo una stoccata rivolta alla direttrice generale di Aamps Paola Petrone annuncia subito battaglia: «In Avr apriremo una vertenza per il rispetto del contratto nazionale di lavoro perché siano rispettati i giorni festivi e di riposo, e per bloccare il ricorso obbligato agli straordinari utilizzato per sopperire alle carenze di personale».
In particolare, sottolineano alcuni degli stessi dipendenti, il problema più urgente è «il rientro serale per il porta-a-porta nel Pentagono: il turno inizia alle 19,30 e non ha un orario conclusivo, il che ci obbliga molto spesso a lavorare ben oltre le quattro ore di straordinario programmato, che si va a sommare alle sei ore e mezza giornaliere».
Ceraolo torna anche sul ricorso contro Aamps per comportamento antisindacale in relazione allo sciopero dello scorso dicembre, quando al posto dei dipendenti dell'azienda furono attivati proprio i colleghi di Avr: «Il giudice ci ha dato torto, ma ha disposto la compensazione delle spese. Per noi questa non è una sconfitta, e continueremo a lottare contro il chiaro intento di privatizzazione del servizio pubblico». Il rappresentante sindacale infine chiude sul nuovo bando di Avr per la graduatoria degli operatori del porta-a-porta: «Invece di stabilizzare i dipendenti, invece di usare la graduatoria già esistente l'azienda preferisce ancora fare ricorso al precariato, anche per coprire contratti in scadenza». —
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