Porta a porta con isole e capitale della cultura Ora ci prova Sorgente
La candidata in fucsia in teatro con gli attivisti per chiudere il programma tra “porto franco” e correzioni in corsa. Berti: «Ci meritiamo il bis»
il racconto
Di fucsia vestita, con una nuova frangia e un nuovo paio di occhiali, Stella Sorgente entra al Nuovo Teatro delle Commedie nel giorno in cui i 5 Stelle mettono a punto con un evento pubblico gli ultimi tasselli del programma elettorale. «Marco Rizzo direbbe che sono la sinistra fucsia...», si lascia scappare. E in effetti un po’ di sinistra e un po’ fucsia – per il tailleur e per le battaglie arcobaleno con il mondo Lgbt – la donna del M5S lo è davvero. È il suo giorno nel teatro di via Terreni, dove qualcuno azzarda già chiamandola «prima futura sindaca» e dove dopo 23 camminate di quartiere (e 5 anni di governo) i pentastellati dicono di voler lanciare il programma all’insegna della «partecipazione». In realtà a partecipare sono soprattutto gli attivisti, in un salone dove si siedono un’ottantina di persone: prima davanti al palco, poi ai tavoli che in serata avranno il compito di votare. Cosa?
Qualche punto da cui partire Sorgente, assessori e neocandidati lo snocciolano prima. La vicesindaca (con lo slogan «siamo stati 5 anni al governo, non siamo mai stati al potere») parte dalle diverse situazioni che generano «sfiducia» nei quartieri nord e propone una sorta di personalizzato «risanamento a blocchi». Ricorda l’isola ecologica voluta dai commercianti ad Ardenza: «Era un’esigenza reale». I rifiuti sono un tasto delicatissimo: non a caso accanto a lei il candidato green Nicola Suggi annuncia che «andremo a ottimizzare il porta a porta che tanti mal di pancia ha creato». Come? «Integrandolo con isole ecologiche di quartiere ed ecobus». Insomma, correzioni in corsa. Lo dice dopo che Sorgente fa sapere che la giunta «ha dato l’ok a un progetto per il trattamento meccanico e biologico» e che «con l’ultimo parere negativo del Comune si chiude il discorso sul pirogassificatore al Picchianti». Il resto ruota intorno all’idea del «porto franco» (tra zona franca doganale e logistica semplificata) e alla scommessa su Livorno capitale della cultura 2021. Sul fronte della mobilità, la linea che alla fine della giornata prende più voti è quella del provare a fare di tutto per incentivare l’uso dei bus...
A parlare di giovani arriva il più piccolo dei candidati, Jacopo Pirone, classe 1999, diploma all’Iti e progettista alla Drass. Ci sono la parlamentare Yana Ehm e il deputato Francesco Berti, che non la appoggia piano: «Luca Salvetti fa ancora il giornalista che racconta la città dall’esterno, Andrea Romiti si commenta da solo, regalategli un dizionario, la Lega ha abbandonato Livorno. Il prossimo governo a 5 Stelle ci sarà, ce lo meritiamo». C’è Igor Nencioni, l’infermiere volto della Curva che quando gli si chiede chi glielo ha fatto fare di candidarsi risponde così: «Filippo Nogarin». E Nogarin? Per tutto il tempo resta un po’ in disparte. Poi sale sul palco vicino a Sorgente: «Sono orgoglioso sia lei il candidato sindaco, sarà nelle condizioni di fare anche meglio di quanto sono riuscito a fare io». Gli attivisti in sala lanciano cori: «Portaci in Europa». Anche perché di sicuro ha già scelto di non provare a fare il bis in Comune.
J.G.
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