Secondo colpo in 15 giorni alle scuole Mazzini: «Servono le telecamere»
Livorno: all’inizio di aprile i malviventi avevano già preso 13 tablet due laptop e un caricabatterie. L’altra notte un altro computer: «C’è bisogno di inferriate»
LIVORNO. È stato il secondo furto in due settimane. Anche se stavolta, il raid è avvenuto nella notte fra mercoledì 17 e giovedì 18 aprile, alla scuola media Mazzini di via Tozzetti, non c’era più nulla. I ladri, infatti, nella notte fra il 2 e il 3 aprile avevano rubato quasi tutto: 13 tablet, il grosso caricabatterie per alimentarli e due computer portatili. Così, stavolta, si sono dovuti “accontentare” di un laptop rubato da un’aula al piano terra.
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Provocando, purtroppo, tantissimi danni: la finestra del bagno dei maschi rotta, la stessa da cui erano entrati due settimane fa, la porta della vicepresidenza sfondata, oltre alla sala insegnanti messa a soqquadro e a un armadietto della palestra forzato. È affranta la preside Anna Rita Baldi, che a fine anno andrà in pensione. Sfiduciata dai continui colpi verso le sue scuole, prese di mira una prima volta pure a inizio mese nei plessi “Tartaruga” e “Puccini” di Shangai, da lei sempre guidate: «La cosa incredibile, qui alle Mazzini, è che i furti si moltiplicano da quando una signora anziana, che aveva due cani, è morta – spiega – e non è solo una coincidenza, visto che la sua finestra affacciava proprio nella zona dove sono entrati i ladri. Lei di fatto rappresentava un presidio per la nostra sicurezza. Farò subito richiesta al Comune per far installare delle telecamere. Poi servono delle grate scorrevoli: così non possiamo più andare avanti. È una vera e propria emergenza, chi lavora qui non è più tranquillo».
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Ieri la scuola era chiusa alla didattica per l’inizio delle vacanze pasquale. Al lavoro – oltre alla dirigente scolastica e alle custodi – c’era comunque tutto il personale della segreteria: Francesca Epifani, Rita Calamai, Matilde Fornaciari, Lorella Mazzi e Barbara Carlesi. Anche uno dei docenti, Luca Di Martino, è passato dalla struttura a pochi passi dall’ospedale per verificare quanto accaduto.
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L’allarme è scattato all’una di notte alla centrale operativa dei Vigili giurati, incaricati per la sorveglianza privata della scuola, subito sul posto seguiti da una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato. In mattinata, invece, per il sopralluogo sono passati i carabinieri. I malviventi, nella scuola, hanno perfino lasciato una lattina di Coca Cola aperta e vuota, dalla quale probabilmente hanno bevuto.
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La preside è convinta che i ladri siano gli stessi dell’ultima volta. «Lo pensano i carabinieri, in ogni caso conoscono l’edificio», dice. All’una di notte, dopo la polizia, è arrivata anche una docente. «Ha fatto un gesto lodevole – conclude la dirigente – portando via i computer restanti e un violoncello di un’alunna. Ha messo tutto al sicuro per paura che i malviventi tornassero. La sua è una dimostrazione di attaccamento al lavoro e la ringrazio».
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