Il Tirreno

Livorno

I signori del tempo e dei bei gioielli: Ivo e Massimo Lunghi da sessantadue anni nello scrigno di Colline

Francesca Suggi
I signori del tempo e dei bei gioielli: Ivo e Massimo Lunghi da sessantadue anni nello scrigno di Colline

Livorno, una vita da orologiaio e orefice, babbo Ivo  ha insegnato il mestiere ai figli: «Cresciuti nel laboratorio di babbo» 

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in vetrina

«Avevo 12 anni quando mio padre mi disse “vai ad imparare un mestiere dal nostro cugino Augusto”». Da quel giorno non ha più smesso di fare quel mestiere che ha imparato da bambino, Ivo Lunghi. Il cugino riparava gli orologi in via Provinciale Pisana. Oggi il maestro che “ripara il tempo” (e non solo quello) di anni ne ha 85 anni. E tutto quello che ha creato in 62 anni di lavoro è partito proprio da quello. Dalla riparazione degli orologi. Per poi ampliarsi e diventare quello che oggi è Ivo e Massimo Lunghi, oreficeria e orologeria dal 7 gennaio del 1957 a Colline. È una storia di famiglia e di eccellenza la loro. Una storia che Il Tirreno racconta all’interno dell’iniziativa “I negozi della nostra storia” organizzata dal giornale della città insieme a Confcommercio.

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Babbo Ivo ha insegnato, in bottega, ai suoi figli. Massimo, appunto, che lo affianca in via di Salviano 18 e Alessandro che ha la sua attività in piazza Sforzini ad Ardenza.

«Da bambini mamma ci portava in negozio: una volta finita la lezione, mi guardavo intorno e babbo mi insegnava. Ho provato a fare le saldature dell’oro, a riparare gli orologi e alla fine è diventato il mio lavoro», racconta Massimo. Scherzano padre e figlio. Ogni giorno sono in negozio. E nel laboratorio là dietro riparano, creano, danno forma ai pensieri dei clienti. Parlare con babbo Ivo è come fare un salto indietro nel tempo. «Quando a 19 anni sono partito militare sapevo già riparare gli orologi e lo facevo anche ai miei compagni su a Padova per guadagnare un po’ di spiccioli per andare a mangiare un piatto di pasta fuori perché non mangiavo la carne che mi veniva data. Poi quando sono tornato ho seguito il consiglio di mio cugino e ho aperto il mio negozio a Colline. Il mio babbo mi dette poi cinquantamila lire per andare a comprare delle attrezzature a Firenze, mentre il banchino da lavoro ed una vetrinetta li acquistai per tremila lire in Borgo Cappuccini».

Sono freschi i ricordi di quando si portava il lavoro a casa. E faceva le ore piccole a riparare orologi. «Avevo un banchino in camera da letto - rammenta - e fino alle 2 di notte lavoravo: a quei tempi si riparavano anche 60 orologi al giorno». Un’ora, oppure tre ore. Tanto serviva a Ivo Lunghi per riparare un orologio, con lente di ingrandimento, cacciavite, punzoniera (per mettere l’asse del bilanciere). In via di Salviano 18 l’attività c’è dal 2007. Due anni fa l’azienda ha festeggiato i “suoi primi 60 anni”. E quando si fece festa per il mezzo secolo si fece anche un orologio ad ok. Classe 1934, Ivo Lunghi è nativo di Stagno dove la sua famiglia era dedita all'agricoltura. «Ma io mi ammalavo sempre - racconta - per questo mio padre mi consiglio di andare a imparare il mestiere dal nostro cugino».

È una famiglia dove alla professionalità si accompagna tanto amore per quel che si fa. La qualità che fa la differenza, come sottolinea il figlio Massimo. «Siamo uno dei pochi negozi su Livorno che facciamo tutto per conto nostro: cambio pila immediato, tutte le riparazioni. La professionalità parte proprio da essere un buon riparatore, a vendere tutti sono bravi, ma a riparare no».

Ed ora come allora nel suo negozio si riparano e si revisionano orologi a movimento meccanico, a carica manuale o automatica, oltre alla sostituzione immediata delle pile nei moderni orologi elettronici. Dagli orologi ai gioielli. Dalla riparazione alla creazione. Ci sono griffe nazionali e internazionali che spaziano dal classico al fashion. E i clienti si affidano a loro.

«Il laboratorio interno è gestito da noi e questo è il nostro tratto che ci distingue: i clienti entrano e si affidano a noi, sanno come lavoriamo», chiude Massimo Lunghi. —

 

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