Il Comune fa causa a Cosimi per 800mila euro «Lettere fantasma a garanzia dei mutui Aamps»
Una banca porta in tribunale il municipio che cita l’ex sindaco. Nogarin: «Senza il concordato sarebbe rimasto tutto invisibile»
Il Comune a Cinque Stelle di Filippo Nogarin ha deciso di citare in giudizio l'ex sindaco Pd Alessandro Cosimi, chiedendogli di coprire di tasca propria gli eventuali 800mila euro che oggi Credem vuole dal Comune per un mutuo – anzi due, da 14.5 milioni di euro – che Aamps aveva contratto nel 2005. È in quell’anno che inizia una storia che oggi Nogarin lancia sul tavolo della campagna elettorale proprio nell’ultimo giorno utile prima del silenzio istituzionale.
«Una triste storia», sono le prime tre parole che dice. Lui la fa partire dal 30 novembre 2018, quando il Comune viene citato in giudizio dal Credito emiliano, «che ci chiede di riavere 800mila euro: è una situazione incredibile...». Con accanto l’assessora Francesca Martini tira fuori un pacchetto di atti che raccontano che tra il 2005 e il 2006 l’allora sindaco Cosimi ha firmato due lettere di patronage a garanzia di un doppio mutuo da 14.5 milioni contratto da Aamps con tal Banco di San Gimignano e San Prospero, del Banco Popolare di Verona e Novara, poi confluito nel gruppo Credem. Quando in era M5S l’azienda dei rifiuti è stata messa in concordato preventivo, la banca è finita tra i creditori chirografari ed ha avuto diritto all’84 per cento del credito: quegli 817.121 euro che chiede oggi sono il restante 16 per cento rimasto fuori dalla procedura.
Ma perché li chiede al Comune? «Proprio in forza di quelle lettere firmate da Cosimi senza che il consiglio comunale sia mai stato informato, come prevede la legge», si arrabbia Nogarin. «Vi rendete conto, noi sappiamo che il Comune ha garantito per quasi 15 milioni di euro solo perché la banca ci ha citato in giudizio. Non ne esiste traccia di questa cosa nei bilanci o negli atti dell’ente. Lo dice il Tuel: ciò che riguarda l’esposizione finanziaria deve essere autorizzato dal consiglio. Invece tutto questo sarebbe rimasto invisibile se non avessimo messo Aamps in concordato, fermando il meccanismo delle ricapitalizzazioni». L’amministrazione, che proprio per questo ritiene nulle quelle lettere, a luglio (quando ci sarà la prima udienza) si opporrà alle richieste della banca. Ma intanto ha citato in giudizio Cosimi, chiamato a rispondere di tasca propria, in manleva, nel caso in cui il giudice dia ragione a Credem.
Qui la storia si fa anche più complicata. Nogarin, già in corsa da candidato alle europee, a un certo punto butta lì che «quando ci siamo insediati avevamo detto che avremmo aperto i cassetti della pubblica amministrazione, qui però il cassetto se l’erano portato via». Lo dice riferendosi al fatto che «in tutto il Comune non c’è traccia degli originali di queste lettere di patronage, nonostante risultino protocollate: noi siamo venuti a conoscenza della loro esistenza solo perché ce le ha fornite la banca che poi ci ha fatto causa». È «curioso», ripete, che questi atti non risultino più non solo negli uffici del protocollo (che in quegli anni non era informatizzato) ma «neppure in Aamps o allegati ai contratti di mutuo firmati dalla società».
Il primo è la lettera 38161 del 19 maggio 2005 indirizzata alla banca in cui Cosimi, parlando del mutuo da 10 milioni (e ricordando che il Comune aveva appena ricapitalizzato la sua Aamps per 5 milioni), scriveva che «qualora ne sorgesse la necessità, l’amministrazione comunale si impegna a supportare Aamps in modo da garantire l’assolvimento degli impegni dalla medesima assunti per la restituzione del mutuo, anche nel caso di vendita totale o parziale della partecipazione».
Il secondo atto che non si trova più è quello del 17 giugno 2005 (protocollo 46096) con cui il segretario generale supplente del municipio, Massimo Chimenti, attestava la validità della lettera del sindaco («rendendola un impegno», dice Nogarin). Curiosa è una nota che compare sotto, scritta a penna: «Il Comune non rilascia altra dichiarazione considerando questa comunicazione valida per tutti gli atti di specie». «Sei giorni più tardi – fa notare Nogarin – lo stesso Chimenti firmerà il contratto di stipula del mutuo con la banca, ma stavolta nel ruolo di amministratore delegato di Aamps». Nella saletta al primo piano del municipio viene riferito anche che l’offerta di mutuo scelta all’epoca non era la più vantaggiosa.
«È una storia triste e poco chiara», va giù duro Nogarin. L’ex primo cittadino ha ritirato la cartolina che lo avvisava della citazione il 23 marzo. «Dal punto di vista umano – la chiude così l’attuale sindaco – c’è la piena solidarietà nei confronti di Alessandro Cosimi. Piena. Però qui dobbiamo tutelare l’ente e i soldi pubblici gestiti con disinvoltura». E mentre l’assessora Martini ce la mette tutta per dire che «anche se siamo a ridosso delle elezioni la vicenda non è strumentale ed è stato fatto tutto nei tempi processuali», si infiamma così la campagna elettorale. —
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