Il Tirreno

Livorno

Caso MoBY PRINCE 

«Non può esserci prescrizione perché quella è stata una strage»

A.G.
«Non può esserci prescrizione perché quella è stata una strage»

L’appello di Loris Rispoli durante la presentazione del nuovo libro firmato da Sanna e Bardazza: «L’ipotesi del dolo eventuale può riaprire l’inchiesta»

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LIVORNO. «Il prossimo 10 aprile, alle cerimonie per il 28° anniversario della strage del Moby Prince, ci dovrà essere tutta la città a chiedere la ripertura dell’inchiesta. Livorno deve farsi sentire perché non ci può essere la prescrizione del reato per una strage. I veri responsabili dovranno essere chiamati a rispondere in tribunale».

È questo il forte appello che Loris Rispoli, presidente dell’Associazione 140, grida con coraggio e rabbia al termine della presentazione del libro di Francesco Sanna e Gabriele Bardazza “Il caso Moby Prince. La strage impunita, nuove rivelazioni e documenti inediti”, svoltasi ieri alla libreria Feltrinelli gremita di pubblico.

All’evento, moderato dal giornalista Rai Stefano Vidori, ha partecipato anche Angelo Chessa per l’Associazione 10 aprile. Il libro di Bardazza e Sanna - edito da Chiarelettere - racconta la battaglia dei familiari delle vittime che negli anni hanno continuato senza sosta a chiedere verità e giustizia e ha il merito di portare a conoscenza di tutti gli elementi emersi nel corso della commissione parlamentare d’inchiesta che ha ricostruito una diversa verità rispetto a quella processuale. «In procura si respira aria nuova - spiegano gli autori - e sulla base delle risultanze della commissione, crediamo nella possibilità di una riapertura dell’inchiesta sul caso Moby Prince». Ma dopo 28 anni i reati colposi sono prescritti. «È vero - replicano - ma c’è una strada che può essere seguita: quella del dolo eventuale». —

A.G.

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