Salta l’approvazione del piano strutturale 5 Stelle senza numeri nell’ultimo consiglio
Le opposizioni lasciano l’aula, il sindaco fa convocare in extremis una nuova seduta di domenica prima dello stop elettorale
Avrebbe dovuto essere l’ultimo consiglio comunale dell’era Nogarin. Avrebbe dovuto essere il consiglio dell’approvazione del piano strutturale e della relazione di fine di mandato (e di saluto) del sindaco, che ha già annunciato che non si ricandiderà per tentare la scalata in Europa. Invece quello di ieri è stato di fatto il consiglio del grande stop. Perché la maggioranza a 5 Stelle si è trovata senza i numeri per approvare l’atto principe dell’urbanistica, le opposizioni hanno lasciato l’aula e l’assemblea è rimasta senza il numero legale per andare avanti. Così il sindaco – dopo un finale di seduta (e di mandato) che dire turbolento è dire poco – è corso ai ripari chiedendo la convocazione d’urgenza e in extremis di un nuovo consiglio. Quando? Domenica mattina: i 5 Stelle, infatti, avranno tempo solo fino al 10 aprile per approvare atti che non siano improrogabili, poi scatteranno i comizi elettorali. «Hanno tentato di fare uno spregio alla città più che alla maggioranza, ma garantiremo da soli l’approvazione del piano strutturale», reagisce alla fine Nogarin promettendo il via libera per domenica.
Sta di fatto che il piano che disegna la città del futuro, dicendo ad esempio dove si può o non si può costruire e dove è possibile sviluppare attività industriali, è arrivato in aula per l’approvazione finale all’ultimissimo minuto dei cinque anni di mandato, già nel pieno della campagna elettorale.
L’assessore Alessandro Aurigi, che ha seguito da vicino tutto il percorso, prima del caos politico parla di «soddisfazione», ripete che è stato «un lavoro lungo e complesso, anche a ostacoli», compresi il cambio in corsa della legge regionale urbanistica e la tragica alluvione di un anno e mezzo fa. Rivendica un «grande lavoro di squadra». Dice che il piano avrà il merito di assicurare una «maggiore sicurezza idrogeologica» e di «limitare l’espansione urbana». E si augura, guardando ormai al dopo elezioni, che «questo lavoro possa essere reso attuativo il primo possibile».
Ma le opposizioni sono di parere diverso. A un certo punto in sala si materializza anche il candidato del centrodestra, Andrea Romiti, che promette che «io da sindaco non farò il piano operativo di questo piano strutturale»: «Non ha senso che portino come ultimo atto uno strumento come questo, è comprare un mobile dell’Ikea e nascondere le istruzioni, stanno facendo lo stesso gioco dell’ex sindaco Cosimi...». Le opposizioni, in sostanza, ripetono a turno che «un atto di pianificazione così importante», che ipotecherà le azioni dei futuri amministratori, chiunque saranno, non può essere sdoganato a poco più di 40 giorni dalle elezioni. Lo sostiene Pietro Caruso (che ne contesta l’«opportunità politica») e lo dice Elisa Amato (Fi), che parla anche di «partecipazione fasulla» e di un «quadro conoscitivo vecchio di anni». Andrea Raspanti (Futuro) rincara: «Strumento inadeguato ai problemi grandi della città». Marco Valiani (Lpt): «Si vuole incidere sul futuro di Livorno prima di andare via».
Alla fine tutte le opposizioni annunciano l’uscita dall’aula. I 5 Stelle sono in 15 e non in 17, troppo pochii. L’assessore Aurigi, nel fargli pubblicamente le condoglianze, fa sapere che il consigliere Corrado La Fauci è assente perché ha appena perso la madre. Ma in sala manca anche l’ex capogruppo Francesco Bastone, che secondo quanto riferiscono i colleghi è impegnato per lavoro a Roma. Nogarin chiede la sospensione di un’ora per conferire con i suoi, ma alla fine il consiglio salta. Tutto rinviato a domenica.
«È una brutta pagina, è irresponsabile il comportamento delle opposizioni», attacca quando ormai non c’è più nessuno tra i banchi avversari: «Ricordo ai più smemorati che ai tempi dell’approvazione del Prg del porto, pur non avendo quelle idee, noi garantimmo la nostra presenza astenendoci». E aggiunge una frase che scatena subito reazioni: «Hanno anche speculato sull’assenza di La Fauci, mi rammarica. Approveremo questo piano, metteremo in salvo tutto il lavoro che abbiamo fatto». «Non faccia lui speculazioni», controbattono dall’altra parte. «Semmai scorretto – chiude Amato – è chi vuole imporre un piano non condiviso dalla maggioranza degli elettori rappresentati dalle opposizioni». —
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