Italia
Il gres porcellanato sotto i portici è l’ultimo sopruso della giunta
Via Grande ha bisogno di una riqualificazione, ma rimuovere i lampioni e togliere la palladiana significa togliere alla città un pezzo di storia
L’INTERVENTO
Il progetto con cui la Giunta dice di voler riqualificare via Grande equivale a un colpo di spugna sulla storia di Livorno, una storia che invece merita di essere ricordata e valorizzata.
Via Grande non è una via qualsiasi. È nata come asse di collegamento tra il porto e l'entroterra, e nel dopoguerra, in una Livorno quasi distrutta dai bombardamenti.
Il suo rifacimento fu una delle priorità degli amministratori di allora, che, con il Piano Roccatelli, decisero di inserire gli attuali portici. La palladiana fu scelta come materiale di pregio e resistente all'usura.
Nel tempo si sono resi necessari interventi estemporanei sugli impianti, che hanno danneggiato in più punti la pavimentazione, addirittura sostituita con gres o linoleum in alcuni tratti. Una riqualificazione è oggi necessaria.
Riteniamo tuttavia che la proposta dell’attuale amministrazione sia inaccettabile.
Via Grande è un luogo importante per i livornesi, e, su un progetto che cambierà per sempre e in modo irreversibile la sua fisionomia, sarebbe stato importante aprire un dibattito pubblico con la città, cosa che non è avvenuta.
Nel merito del progetto, poi, le scelte sono contestabilissime: la principale via della nostra città verrà pavimentata con un gres porcellanato finto travertino, un materiale senza nessuna ‘personalità’, che imita il travertino e che rischia di rendere i portici un luogo qualunque, una sorta di anonimo centro commerciale, che, tra l’altro, diventerà rapidamente a pois per l’effetto delle gomme da masticare che già punteggiano molte strade della nostra (e di altre) città.
Anche i bellissimi lampioni verranno rimossi, senza un motivo plausibile, e senza senso della storia e della memoria.
La palladiana potrebbe invece essere restaurata; le parti più danneggiate potrebbero eventualmente essere sostituite con un altro tipo di pietra, o con materiali più contemporanei e minimali.
Ma, sicuramente, negli ampi tratti in cui è ancora in buone condizioni, la pavimentazione storica va conservata.
Via Grande potrà e dovrà sicuramente rinascere, ma soltanto se sarà recuperata in modo intelligente, magari risolvendo anche il problema del traffico (soprattutto degli autobus e dei pullman turistici), ma questa decisione della Giunta, a fine mandato, che obbligherà di fatto la prossima amministrazione a portare avanti un progetto così impattante, sa tanto di sopruso. La città perderà un pezzo di sé, senza aver potuto dire la sua.
Giovanna Cepparello
e Andrea Raspanti
consiglieri comunali
Gruppo Futuro
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