Il presidio
Patchwork disordinato tra crepe, linoleum e toppe di cemento
LIVORNO. Secondo i rilievi eseguiti dal Comune, « l’80% circa della pavimentazione dei portici di via Grande presenta una serie di “cicatrici”, determinate dai maldestri interventi di rattoppo eseguiti su un tipo di composizione estremamente complessa da riprodurre. Il risultato sono numerose difformità nella pavimentazione stessa che finiscono per dare un’immagine di incuria e degrado». Chi si oppone alla sostituzione della pavimentazione, sostiene invece che è in gran parte in buone condizioni.
Allora Il Tirreno è andato sul posto per verificare le condizioni di questa particolare pavimentazione nata nel dopoguerra in base alle scelte dei singoli proprietari: la palladiana è molto bella ed elegante, non c’è dubbio e l’alternarsi cromatico e geometrico dà una caratteristica particolare ai loggiati livornesi. Il fatto è che in questi 70 anni o giù di lì, le manutenzioni da parte dei privati è stata assai diversa da zona a zona e molto spesso effettuata in maniera a dir poco approssimativa. Ci sono buche “riparate” con il cemento e in alcuni casi addirittura con l’asfalto. In altri casi le pietre non ci sono proprio più e hanno lasciato spazio al linoleum nero (davanti all’ex Gran Guardia) o con anonime piastrelle di varia colorazione (per esempio davanti a un marchio spagnolo di abbigliamento). Ci sono poi interi tratti dissestati, altri ancora in cui le pietre si sono rotte o incrinate, con il pavimento che assomiglia a una sorta di ragnatela. Vista così la pavimentazione dei portici appare un patchwork confuso più che l’assemblaggio di marmi pregiati. Che fare, dunque? Così non si può lasciare stare. Restaurarlo appare complesso e costoso per il Comune che ha deciso di sostituirlo con il gres porcellanato. Magari una soluzione potrebbe essere trovata lasciando i pochi tratti di palladiana ancora integra, a testimonianza della pavimentazione originaria. —
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