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Il primario non arriva e l’Asl chiama Antonelli
In 22 mesi Estar non è riuscita a nominare il nuovo direttore di Ginecologia, l’azienda ricorre pro tempore a quello di Cecina
LIVORNO. Ginecologia ha un nuovo primario: è Andrea Antonelli, notissimo medico livornese, «antignanese» come sottolinea lui, dal 1994 dirigente all’ospedale di Cecina dove nel 2012 ha vinto il concorso da direttore dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia.
Antonelli è stato nominato il primo marzo con un incarico a tempo e a “scavalco” come si dice in gergo: continuerà infatti a dirigere i reparti di Cecina e anche quelli di Piombino e Portoferraio.
«Dovrò dividermi su quattro presidi, non sarà semplice», spiega. «Per fortuna - aggiunge - posso contare nell’area sud su tre responsabili che fanno le mie veci quando non ci sono e anche a Livorno, dove non potrò avere un sostituto, ci sono colleghi di grande valore ed esperienza che hanno la mia massima fiducia».
Antonelli prende il posto di Edi Landucci, che dal giugno 2017 ha guidato il reparto, anche lei con un incarico a termine. Adesso Landucci ha fatto un passo indietro ed è tornata al suo ruolo di dirigente medico.
Antonelli resterà in carica fino a quando non si sarà concluso il concorso per la direzione dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia di Livorno che va avanti da 22 mesi...
Una storia infinita causata in parte da una burocrazia farraginosa ma anche dalla lentezza allucinante di Estar, l’ente deputato alle selezioni del personale, ma anche della Regione che evidentemente non sollecita un’accelerazione.
Era il 31 maggio 2017 infatti quando Angela Citernesi, direttore del reparto di viale Alfieri, andò in pensione. Oggi, quasi due anni dopo, la struttura non ha ancora il primario titolare. Certo, l’arrivo di Antonelli rappresenta una garanzia (tra parentesi giova ricordare le tantissime le donne livornesi che nell’ultimo decennio hanno deciso di partorire a Cecina per essere seguite da lui). E va detto, a scanso di equivoci, che il lavoro di Edi Landucci in questo tempo è stato impeccabile. Resta però il fatto - grave per un ospedale delle dimensioni di Livorno - che un reparto così delicato non ha una guida titolare, che possa tenerne il timone tutti i giorni.
All’8° padiglione si eseguono ogni anno 500 interventi ginecologici, tra chirurgia benigna, neoplastica e “piccola” chirurgia, 300 interruzioni di gravidanza, quasi mille parti, di cui 250 cesarei: stiamo parlando di un reparto dove ogni anno vengono ricoverate almeno duemila donne, senza considerare tutte quelle che passano per la parte diagnostica e ambulatoriale. Ma ad Estar non sembra interessare l’urgenza di dare una guida ad una struttura del genere: il concorso si è perso non si sa dove. L’ultimo atto pubblico di cui si ha traccia è datato 20 aprile 2018: era la nomina della commissione di valutazione, nella quale - tra l’altro - figurava di diritto il direttore sanitario dell’Asl Mauro Maccari, che nel frattempo è sostituito da Lorenzo Roti.
A ripercorrere le varie tappe di questi 22 mesi c’è quasi da non crederci: come dicevamo, la Citernesi se n’è andata il 31 maggio 2017 - ma si sapeva da mesi che avrebbe lasciato -, l’Asl ha chiesto ad Estar di attivare una selezione pubblica per trovare il sostituto sei mesi dopo, il 14 novembre 2017. Il 24 novembre Estar ha pubblicato il bando, con scadenza per la presentazione delle domande il 24 dicembre. Si sono candidati in 7: Luca Mario Bernardini (dall’Asl di La Spezia), Massimo Gabbani e Rodolfo Gordigiani (entrambi dal San Giuseppe di Empoli), il livornese Stefano Masoni, Giovanni Ruggiero (dal Cardarelli di Napoli), Giacomo Serboli (dal San Giovanni di Dio di Firenze) e Ciro Sommella (dall’ospedale di Arezzo). Da allora Estar ha impiegato 4 mesi per nominare la commissione di valutazione che finalmente il 20 aprile 2018 è stata completata. Sono passati altri 345 giorni e del nuovo primario non c’è traccia...
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