«L’inceneritore brucerà di più» Aamps: non è vero, ecco perché
livorno. «Altro che spegnere l’inceneritore: al Picchianti saranno smaltiti più rifiuti». E dall’altra parte: «Non è vero, questa è aria fritta, la quantità resterà la stessa». Da una parte c’è il coordinamento provinciale Rifiuti Zero, dall’altra Aamps. Nel mezzo ci sono le carte della Regione che confermano che l’azienda ha aperto una procedura che riguarda gli impianti del picchianti.
«Mentre la giunta comunale – intervengono da Rifiuti Zero – nelle scorse settimane continuava a promettere la futura chiusura dell'inceneritore dopo il concordato (chiusura non confermata né programmata in alcun atto del Comune o di Aamps), si incardinava negli uffici della Regione il procedimento riguardante un'istanza presentata tre mesi fa da Aamps. A prima vista, la richiesta di autorizzazione riguarda la trasformazione dell'impianto di preselezione dei rifiuti in un impianto di stoccaggio della carta, in ossequio ad una strategia di incremento del riciclo. Ma nella stessa istanza Aamps ha anche aggiunto la richiesta di incrementare il quantitativo massimo di rifiuti da incenerire dalle attuali 180 a 270 tonnellate al giorno. Non solo, chiede anche di incrementare i giorni di esercizio dell'impianto da 310 a 365 all'anno». Negli anni successivi al concordato, si arrabbiano così dal fronte ambientalista, si arriverebbe «anziché all'annunciato spegnimento, a bruciare oltre 98mila tonnellate». Con il paradosso che «con l'aumento della differenziata, i livornesi smaltirebbero nell'inceneritore solo 25mila tonnellate e le restanti 73mila sarebbero importate dalle altre città».
«L’inceneritore brucerà la stessa quantità di rifiuti»,assicura invece la direttrice generale di Aamps, Paola Petrone. «L’Aia (l’autorizzazione ambientale) dice che il nostro impianto può funzionare 310 giorni all’anno (decisione che fu presa in base alle vecchie esigenze di manutenzione), quindi quando ci avviciniamo a quei 310 giorni, se l’impianto non ha problemi chiediamo di prorogare il funzionamento. Tutti gli anni, almeno dal 2013, Aamps chiede di farlo, non è cambiato assolutamente niente. E ogni anno viene fatto lo stesso calcolo». «È assolutamente errato – ripete quindi – dire che Aamps brucerà di più, perché noi dobbiamo chiedere l’autorizzazione per far funzionare l’impianto, ma poi non c’è solo il tonnellaggio di rifiuti come limite da considerare, ci sono anche altri parametri come il potere calorifero dei rifiuti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
