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Rivoluzione al pronto soccorso debutto ok dei codici numerici

Flavio Lombardi
Rivoluzione al pronto soccorso debutto ok dei codici numerici

Nel nuovo sistema di accoglienza e gestione dei pazienti spariscono i “colori” Il primario Bertini: «Percorsi più definiti a seconda delle complessità»

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Non è stato un martedì qualunque, quello di ieri al pronto soccorso: è partito infatti il nuovo sistema che ha sostituito i “codici colore” (da quello rosso per i casi più gravi, al bianco per quelli di più facile gestione) che per tanti anni hanno accompagnato gli utenti e che determinavano l’accesso al reparto indipendentemente dall’ordine di arrivo. Al loro posto hanno debuttato i codici numerici con priorità. Da qui in avanti, i pazienti saranno quindi valutati con l’assegnazione di un numero che va da 1 (emergenza) a scalare fino a 5 (non urgenza).

Il cuore della rivoluzione è al triage, il cui compito non è più solo quello di determinare la fila, ma da adesso anche di orientare il cittadino verso un percorso di cura più idoneo all’interno della struttura ospedaliera.

Nel giorno del debutto del nuovo sistema Il Tirreno è andato a verificare la situazione: alle 10,30, in sala d’attesa c’erano 17 persone, mentre una mamma aspettava nella saletta dedicata al Pronto Soccorso pediatrico. Una mattinata di relativa calma.

«Il cambiamento anche per noi è arrivato a mezzanotte - ci spiega il primario Alessio Bertini -. Abbiamo aggiornato nella nottata il software, lo strumento necessario per lavorare con un nuovo sistema che ha riguardato anche gli ospedali di Massa Carrara, Fivizzano, Pontremoli, Cecina, Piombino e Portoferraio e fa parte di un disegno più ampio che si rifà alla delibera 806 della Regione Toscana in merito a una riorganizzazione di tutte le attività del Pronto Soccorso, tra cui la revisione delle modalità per il triage».

Bertini, tiene a spiegare che il numero che viene attribuito al paziente al suo ingresso non scaturisce solo dalla priorità ma esprime anche una valutazione riguardo alla complessità del caso specifico e al bisogno di più o meno assistenza che si ritiene opportuno. E che attraverso questo metodo si va a definire la zona in cui il paziente sarà gestito, oltre a verificare i percorsi facilitati per alcune categorie di persone. Ad esempio il paziente pediatrico, o la donna in stato interessante o il portatore di disabilità. «È un primo passo verso una riorganizzazione che tende ad ottimizzare il lavoro per gli addetti e a favorire soprattutto un migliore servizio per l’utenza – continua Bertini – anche se certamente prima di dichiararci a pieno regime e ritenerci padroni assoluti della novità, sarà necessario un rodaggio di qualche altro giorno».

Il primo giorno è stato comunque positivo, soprattutto perché in fase organizzativa si è rinforzato per l’occasione l’organico operativo al triage con l’intenzione di arginare eventuali difficoltà in questo periodo di assestamento. «Tutto è filato liscio – sottolinea il primario – e di questo andiamo particolarmente soddisfatti, avendo provato, dopo la partenza già sperimentata da Asl Centro, ciò che sarà prossimamente adottato da altri. Mi riferisco a Lucca, Pontedera, Viareggio».

Migliora insomma (o almeno questo è l’obiettivo) l’accoglienza e lo smistamento (e poi la gestione) dei pazienti e allo stesso tempo arriva un sistema univoco in tutti gli ospedali per tutti gli operatori. Le espressioni di Manuela, Silvia, Bruno, Francesco, Maurizio e Alessio, infermieri di turno ieri mattina al triage e in posa col primario per la foto di rito, raccontano che il nuovo corso è partito col piede giusto. Nei prossimi giorni verificheremo che sia ancora così...



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