L’edicola di Paolini chiude quest’oggi Riaprirà in via Malta
LIVORNO. Nell’edicola che si affaccia sul viale Italia, tra il moletto e piazza San Jacopo, di prima mattina è un viavai di clienti che chiedono il giornale o il biglietto dell’autobus. «Come chiudete? È uno scherzo?», dice una delle residenti di San Jacopo. Qui Stefano Paolini, l’edicolante, è di casa da quasi quarant’anni, dal 1980. «Chi subentra – taglia corto – ha offerto il 300 per cento in più, non c’è il giro economico per sostenere una somma simile. L’obiettivo era farmi andare via. Non voglio fare tante polemiche, tolgo il disturbo. Ma porto l’attività con me: ripartiremo più grandi di prima in via Malta».
Oggi tirerà su la saracinesca accanto alla Baracchina Bianca per l’ultima volta. Mercoledì consegnerà le chiavi al municipio e inizierà i preparativi per il trasloco. Per inaugurare i nuovi locali ci vorranno una decina di giorni: a inizio aprile l’attività si trasferirà in un fondo in via Malta, al civico 36 A. Un fondo più grande di quello attuale, dove aprirà sia l’edicola che una cartoleria. «A San Jacopo daremo un servizio in più che manca, tra l’altro vicino alla scuola».
Paolini fa fatica a nascondere l’amarezza per l’addio all’edicola che gestisce da una vita, anche se non vuole mettersi oggi a fare polemiche o proteste contro il Comune o i gestori. «Dico solo che in questa vicenda c’è stata poca chiarezza e non c’è stato dialogo. Io ero a disposizione, si potevano trovare altre soluzioni, sono a tre anni dalla pensione». «Lo scorso anno – racconta – l’assessore Alessandro Aurigi mi aveva detto che in Baracchina Bianca voleva fare tutto bar e che aveva l’idea di un nuovo chiosco per i giornali davanti, dove c’era il distributore, con un nuovo parchino giochi. Poi però non ho saputo più nulla». Fino a prima di Natale, quando «il Comune mi ha mandato una lettera dicendo che il contratto di affitto era scaduto e che l’edicola sarebbe andata a gara».
Ora guarda avanti e pensa al trasferimento nel fondo di via Malta, dove ha fatto un investimento importante. «I clienti? Lo so che si dice sempre, ma è la verità: per me sono di famiglia e io sono di famiglia per loro. Ce n’è uno che in questi giorni mi ha offerto la sua casa per metterci gli scatoloni in attesa che apra il nuovo fondo. Ci vorranno una decina di giorni. Continueremo a vederci, in tutti questi anni è nato un legame speciale, ho visto crescere molti di loro, siamo cresciuti insieme». —
J.G.
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