Il Tirreno

Livorno

Preso uno dei rapinatori armati di pistola aveva derubato una donna a Porta a Terra

Stefano Taglione
Un fermo immagine della rapina nel parcheggio
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Un fermo immagine della rapina nel parcheggio

Livorno: la Squadra mobile identifica un livornese. Indagati altri due banditi che hanno aggredito un panettiere e un parcheggiatore

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LIVORNO. È livornese uno dei due rapinatori che, da uno scooter, hanno minacciato con una pistola la donna di 35 anni nel parcheggio del The Space, a Porta a Terra, bussandole al finestrino dell’auto alle tre di notte per rubarle la borsa dal sedile del passeggero. Il bandito è stato individuato dalla Squadra mobile della polizia di Stato, guidata da Valentina Crispi, che lo ha indagato per rapina.

Sempre per lo stesso reato sono stati denunciati l’aggressore di Gabriele Di Lieto – il dipendente del parcheggio privato di via Cecconi colpito alla testa col calcio di una pistola e derubato di 250 euro a metà gennaio – e il rapinatore del panificio Giorgetti, in via Pellegrini. Sono un livornese e uno straniero. Entrambi sono stati individuati grazie al racconto delle vittime e, in alcuni casi, dopo aver visionato le immagini delle telecamere private. Nessun aiuto, purtroppo, dai sistemi di videosorveglianza pubblici, che a Livorno non esistono.

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È per questo che polizia e carabinieri spesso fanno fatica a ricostruire la fuga dei rapinatori in motorino, come nel caso dei due dall’accento del Sud che hanno derubato il rappresentante di gioielli di Borgo Buggiano, Aldo Licheri, dei tre chili d’oro contenuti nella valigetta della sua cassaforte nascosta nel bagagliaio. Anche in questo caso indaga la Squadra mobile, come sulla rapina alla tabaccheria Nevini di via Garibaldi, dove un uomo – atteso in strada da un suo complice in scooter – si è fatto consegnare 600 euro di incasso.

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I carabinieri, invece, sono al lavoro su un altro episodio accaduto nel primo pomeriggio di sabato scorso, in via San Jacopo in Acquaviva. Sul lungomare, infatti, un uomo in scooter ha scippato della borsa una cadetta dell’Accademia navale. La ragazza ha subito chiamato il 112, con i militari che stanno indagando senza sosta per riuscire a scovare il bandito. Stesso discorso per il rapinatore del minimarket “Lo sfizio di DanyEle” di Elena Finesso e del suo compagno, in via Montebello. All’ora di chiusura – verso le 20 di giovedì 21 febbraio – un malvivente è sceso dallo scooter guidato da un complice, che ha atteso a poca distanza, mostrando la pistola alla commessa che aveva appena finito di riordinare i carrelli. «Dammi i soldi, ho da mantenè i figlioli», ha detto alla donna, che lo ha raccontato ai carabinieri.

Le parole pronunciate dal bandito – fuggito con circa 200 euro – fanno pensare che sia livornese o quantomeno toscano. Non è chiaro se tutti questi episodi siano collegati l’uno all’altro. I militari, infatti, non escludono l’assenza di un filo conduttore. E che i rapinatori siano magari dei tossicodipendenti in crisi di astinenza, implicati in furti o rapine proprio per riuscire a procacciarsi la droga delle quale sono diventati schiavi.

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