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Authority, ecco il commissario: «Non sono qui per rinviare»

Mauro Zucchelli
Authority, ecco il commissario: «Non sono qui per rinviare»

L’ammiraglio Verna: «Sono l’ultimo arrivato, prima di tutto voglio ascoltare». Porto 2000, maxi-Darsena, bacini, microtunnel e Sponda Ovest le patate bollenti 

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«Sono l’ultimo arrivato, devo prima di tutto ascoltare». L’ammiraglio Pietro Verna si presenta così a Palazzo Rosciano sotto gli occhi del gran busto marmoreo di Ferdinando I nel salone di ogni conclave dell’istituzione che governa il porto di Livorno e, ormai da più di un anno, anche quelli di Piombino e dell’Arcipelago.

In realtà, è arrivato per ultimo nel quartier generale dell’Authority ma proprio l’ultimo arrivato non è: sì, prima di esser collocato in ausiliaria l’ultimo indirizzo conosciuto era al settore pesca del ministero delle politiche agricole ma conteranno pur qualcosa le due lauree e un master, la responsabilità dell’ufficio giuridico del comando generale delle Capitanerie, l’incarico di revisore per conto del ministero a spulciare i conti delle autostrade friulane.

Arriva come commissario dopo il ciclone giudiziario che ha decapitato l’Authority (e alcune aziende private) e ha al tempo stesso la necessità di non bloccare il porto ma anche la prospettiva che il Tribunale del Riesame possa, fra poche settimane, riportare al timone il presidente Stefano Corsini e/o il segretario generale Massimo Provinciali. Il tutto mentre urgono le scelte su: 1) la privatizzazione di Porto 2000; 2) la maxi-Darsena i cui appalti preliminari sono in corso; 3) i lavori di allargamento del canale di accesso (e di escavo dei fondali pagati dai privati); 4) la gara, da poco riavviata, per l’affidamento dei bacini. Senza conatre il rebus della concessione dei 4 ettari sulla Sponda Ovest finita nel mirino della magistratura…

Ma l’ammiraglio-commissario fa professione di ottimismo e di amore per quella Livorno che ha conosciuto negli anni dell’Accademia navale e agli inizi di carriera, quando «con mia moglie Stella abitavo a Quercianella». E aggiunge: «Come si fa a non amare Livorno? È qui che noi ufficiali di Marina siamo diventati quel che siamo, Non c’è regalo più bello che sentirsi chiedere di mettersi a disposizione per questa città e questo porto che hanno un passato illustre e l’opportunità di uno sviluppo importante per il futuro». Poi, prima che Gabriele Gargiulo, l’esponente della “macchina” dell’Authority che lo affianca in questi primi passi in quanto “dirigente anziano”, snoccioli una sfilza di dati di una annata record, cita Sant’Agostino: «Se mi considero mi deprimo, se mi paragono mi esalto». Poco più tardi invece salta fuori una frase presa dalla saggezza, anch’essa ultramillenaria, di Lucio Anneo Seneca: «Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare».

Ecco le sue risposte di fronte ai taccuini dei cronisti.

Da cosa pensa di partire? Con quale spirito arriva?

«Userò il meno possibile il verbo “rinviare”, ve lo dico subito. Cercherò di dare il massimo, potete esserne sicuri».

Stiamo parlando comunque di un tempo limitato. C’è da attendere il Riesame e c’è la durata dell’interdizione decisa dal gip: diciamo qualcosa che va da un mese a un anno…

«Penso che non lo sappia nessuno».

Quali priorità si è dato?

«Prima devo confrontarmi con il mio personale. Da solo non si fa nulla, questo è certo».

Ci sono molte urgenze, a cominciare da Porto 2000. Come conta di affrontarle?

«Lasciate almeno che abbia il tempo di mettermi seduto alla scrivania. Di fatto questo è il mio primo giorno».

Darsena Europa e bacini?

«Non li ho ancora visti. Datemi un po’ di tempo per parlarne con chi lavora in questo ente. Ripeto: non sono qui per rinviare».

Lei sostituisce come commissario il presidente Corsini. Anche il segretario generale è stato sospeso: lei deve coprire anche quella figura? conta di nominare qualcuno?

«Il mio è un incarico temporaneo finché non sarà possibile ricostituire gli organi dell’Authority. Mi sto organizzando. Qui ci sono ottime professionalità».

Lo farà pescando all’interno dell’Authority?

«Lo saprete presto. Prima ovviamente ne parlerò con il diretto interessato».

Il casus belli a Livorno è nato attorno alla gestione delle concessioni: si sa se è in arrivo dal ministero?

«Questo non lo so. Ma non è detto che non lo stiano facendo qualcosa: vedremo».

A maggio il porto di Livorno sarà sotto i riflettori internazionali per la conferenza annuale di Espo, l’organizzazione che raggruppa gli scali europei…

«E’ un evento di grande rilevanza, porterà Livorno su un palcoscenico continentale. Già questo ci dice l’importanza di questo porto: la scelta di tenere qui quest’iniziativa significa che Livorno ha un simile rango, Dobbiamo esserne consapevoli».

A Piombino cosa ha trovato?

«Ne avevo un ricordo di tanti anni fa. Ho visto tutto quel che è stato fatto con le nuove strutture: molto. Ho incontrato il personale anche lì: ho ripetuto che la differenza la fa la passione di chi lavora a un progetto, non gli algoritmi». —
 

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