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Il flop degli apparecchi “mangia-plastica”: Aamps manda via ditta e eco-compattatori
Livorno, i cittadini hanno segnalato che erano spesso in tilt: dovevano emettere buoni spesa in cambio di rifiuti (bottiglie e flaconi)
LIVORNO. Peccato che il progetto alla fin fine sia andato a ramengo nell’applicazione pratica, l’idea in sé era niente male: disseminare nei quartieri eco-compattatori ai quali far “mangiare” bottiglie, flaconi e boccette di plastica dando in cambio buoni-spesa. Roba da pochi centesimi, simbolici quanto si vuole eppure reali. E comunque un bel segno per dare ai cittadini la sensazione che la virtù (ecologica) paga, magari pochino ma paga.. Però, dopo una sfilza di segnalazioni e proteste da parte dei cittadini, l’Aamps – «di concerto con l’Amministrazione comunale di Livorno», come viene specificato in una nota dell’ex municipalizzata – ha deciso di dire basta alla collaborazione con l’azienda Riciclia, alla quale era stata affidata la gestione degli eco-compattatori per il recupero della plastica.
Aamps parla di interruzione di «ogni rapporto contrattuale con questa azienda» e tiene a sottolineare che ciò avviene «a seguito di ripetute e gravi inadempienze contrattuali».
Più nello specifico, dal quartier generale della società al 100% del Comune si mette l’accento sui «periodici malfunzionamenti dei due eco-compattatori», l’uno collocato nei pressi della Pam in Corea in piazza Saragat all’angolo con via Gobetti e l’altro accanto al fabbricato dell’ex sede della circoscrizione 5 in via Machiavelli (La Rosa): sono le due collocazioni sperimentali iniziali, individuate però con l’obiettivo di fare da apripista alla collocazione di altre apparecchiature simili in altre zona della città man mano che il progetto avesse ingranato.
Ma la moltiplicazione dei “mangia-plastica” è rimasta a livello di chiacchiere e annunci. La concreta realtà è il fatto che invece già le due apparecchiature iniziali hanno funzionato poco e male: non c’era verso di presentarsi – soprattutto alla macchinetta di via Machiavelli – a ogni ora del giorno e della notte e trovarla in grado di accettare bottiglie, bottigliette e tutto il resto. Ogni volta diceva che era già piena: colpa di un “eccesso di successo”, del fatto che andava in tilt troppo facilmente o del fatto che la svuotavano in modo non abbastanza frequente?
Difficile dirlo, ma non è un segreto che i guai sia stati «più volte segnalati da Aamps e da numerosi cittadini», come racconta lo stato maggiore dell’ex municipalizzata per motivare la scelta di troncare i rapporti con la società Riciclia. Le magagne emerse nel corso dei mesi – viene puntualizzato – hanno «reso doverosa questa decisione a cui è seguita l’immediata rimozione dei due “mangia-plastica”».
Le due apparecchiature sperimentali collocate in Corea e in via Machiavelli (La Rosa) sono già state rimosse, come spiega Aamps.
Peccato, perché in varie zona d’Europa – a cominciare dalla Germania – la monetizzazione dei rifiuti è la molla che anima tutta una economia molecolare: compresi tanti povericristi che fanno del recupero delle materie da riciclare – in questo caso, il vetro – una sorta di “mestiere” seppur marginale.
L’azienda municipale della nettezza urbana mette nero su bianco le proprie «scuse per i disagi arrecati in questi mesi», ma tiene a precisare che sono «non imputabili a responsabilità di Aamps». A ciò si aggiunga che si rammarica pubblicamente per la sospensione del servizio (che, si assicura, sarà «temporanea»).
A tal riguardo, l’ex municipalizzata informa – anche a nome dell’amministrazione di Palazzo Civico – che è già stata avviata «la ricerca di un nuovo operatore che possa garantire un servizio efficiente e di qualità e ripristinare così nel più breve tempo possibile un’iniziativa ecologica importante per Livorno». —
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