Italia
Tifosi sotto choc per la scomparsa di Mimmo “Pantera” morto a 58 anni
Morto durante la partita degli amaranto, il ricordo degli amici: «Una persona splendida che strappava sempre un sorriso»
LIVORNO. I tifosi amaranto, insieme a quelli del glorioso basket livornese, lo avevano praticamente adottato. Giandomenico Frintino – da tutti conosciuto come Mimmo Pantera – è cresciuto con loro, prima alle Baracchine, poi allo stadio. Ed è proprio qui che è morto a 58 anni, accanto alle loro bandiere, in un bagno dell’Armando Picchi durante la partita vinta contro il Benevento. Stroncato da un malore nella toilette della tribuna centrale, nonostante prima i supporter labronici, poi i soccorritori della Svs di via San Giovanni, abbiano fatto il possibile per salvarlo. Purtroppo senza riuscirci.
A nulla è valso il tempestivo intervento del medico del 118, di guardia sull’autoambulanza parcheggiata allo stadio, che ha provato invano a rianimarlo. Per il cinquantottenne, poco dopo le 22 di lunedì sera, non c’era più niente da fare. E il medico legale, allertato direttamente dall’equipaggio della Svs, non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Ha fatto in tempo a veder segnare il suo Livorno Mimmo Pantera, la squadra che ha amato e tifato fin da piccolo. Salutandola nel bel mezzo della vittoria per 2 a 0 contro il Benevento, fra le compagini di punta della Serie B.
Il soprannome di Giandomenico è legato alla storica sala biliardo della città, dove da giovane era un vero e proprio habitué. «Tu sei “over the top”», diceva spesso agli amici, imitando Sylvester Stallone nel celebre film uscito nelle sale cinematografiche nel lontano 1987, con altri attori del calibro di Robert Loggia, David Mendenhalle e Rick Zumwalt. Era Lincoln Hawk – il camionista interpretato dal gigante italo-americano – il suo personaggio preferito.
Frintino viveva insieme alla sorella in un appartamento vicino viale Nazario Sauro. Da un anno – spiegano gli amici – frequentava per tre volte alla settimana il centro “Il Prato” di viale Carducci, dove tutti lo ricordano con grande affetto. «Insieme a un’altra quindicina di ragazzi disabili – ricorda uno dei volontari, Mirco Mirabelli – seguiva i nostri corsi di musica e attività motoria. Lui era la punta di diamante: dolce e genuina. Da noi, ogni complimento, viene fatto senza secondi fini. E con lui, ricambiando il suo atteggiamento, tutti si comportavano bene. Persone sempre pronte a darsi una mano l’una con l’altra. In un vero e proprio spirito di amicizia e fratellanza».
Ha lasciato un ricordo bellissimo e indelebile, nella comunità, il cinquantottenne nato e cresciuto a Livorno. Nonostante la frequentasse solamente da un anno. La sua scomparsa, del resto, ha scioccato tutta la città e anche il Livorno Calcio ha espresso le condoglianze alla famiglia, colpita all’improvviso dal tremendo lutto. «Per me tutti i ragazzi del centro rappresentano un pezzo di cuore – continua Mirabelli – ma lui era speciale. Ultimamente lo vedevo spesso. Era una persona veramente molto educata, con un atteggiamento che strappava sempre un sorriso. Nessuno lo dimenticherà mai».
Mimmo era tifosissimo del Livorno, abbonato alla tribuna centrale. Proprio prima della partita il cinquantottenne ha salutato Mirabelli dicendogli: «Forza Livorno, ci si vede mercoledì». Ma dopo poche ore, nel bagno dello stadio, è morto. «Giandomenico ti trasmetteva sempre tanta dolcezza – conclude il volontario del centro “Il Prato” – e si poneva con quella voce e con quel tono che era impossibile non volergli bene».
La salma del supporter amaranto è stata portata al cimitero dei Lupi, in attesa del funerale previsto per le 15.30 di giovedì 7 marzo.
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