Il presidio
«Scuole comunali penalizzate perché mancano 20 maestre»
LIVORNO. Il mancato rinnovo del contratto di lavoro a una maestra della scuola materna Menotti, sostituita da una collega che era all’asilo nido Colibrì, ha scatenato la rabbia di sindacati, insegnanti e famiglie. Non solo per questo caso scoppiato a Shangai, ma anche per una situazione che va avanti da tanto. «Le scuole comunali - l’intervento di Letizia Carmignani, segretaria aziendale della Fp Cgil, durante il presidio alla materna Menotti - avrebbero bisogno di 140 maestre full time, invece oggi siamo a quota 120. Mancano 20 insegnanti di ruolo e le ripercussioni sono sotto gli occhi di tutti».
Sono in 150 a Shangai: maestre, genitori, bambini con i palloncini, sindacalisti, gente del quartiere. Le segreterie aziendali della Cgil e della Uil attaccano le politiche del Comune. E non mancano neanche gli striscioni: “Salviamo l’infanzia dalle logiche di mercato”, “Diritto alla scuola, diritto al futuro” . Al centro c’è il caso della maestra con il contratto scaduto e non rinnovato, maestra che - spiegano dalla scuola - stava sostituendo una dipendente in maternità. «Questa dipendente è appena rientrata - aggiungono - ma è stata trasferita negli uffici comunali perché impossibilitata, per motivi di salute, a continuare con l’insegnamento. Così è scattato il trasferimento di una maestra dall’asilo Colibrì, rimasto quindi scoperto, alla materna Menotti». Carmignani, insieme al segretario generale Fp Cgil Giovanni Golino, punta il dito contro l’amministrazione «dal 2014 a oggi ha risparmiato 3 milioni e mezzo di euro sul personale del Comune, compreso quello delle scuole, non andando a coprire i pensionamenti». «Per ora è stato proclamato lo stato di agitazione, siamo pronti a scioperare se nel prossimo bilancio comumale non verranno trovate le risorse per arrivare a 140 maestre full time», continua Carmignani. La Uil Fpl, con la responsabile aziendale Rosa Distaso, chiede «assunzioni e una politica di investimenti sui servizi». «Non siamo pedine da spostare, ridateci la nostra dignità», chiude Cecilia Testa, anima e voce delle insegnanti presenti alla manifestazione. —
Gianni Tacchi
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