Via Marradi e dintorni dal 1848 agli anni ’70 e la rivoluzione Attias
LIVORNO. Ci porterà in “Via Marradi e dintorni” la conferenza in programma venerdì 22 febbraio (ore 17, 45) al Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma 234) nell’ambito degli incontri promossi dalla sezione livornese dell’Archeoclub d’Italia. Ad accompagnarci passo passo lungo la via intitolata dal 1923 al poeta livornese Giovanni Marradi sarà Enrico Zucchi la cui disamina è compresa fra il 1848, anno in cui viene autorizzata la realizzazione del nuovo tratto viario, ed il 1971: «È l’anno in cui ho trovato lavoro – spiega scherzosamente l’autore – e non ho avuto più tempo di fare combriccola all’Attias».” Via Marradi nasce come prolungamento della via Leopolda (ora via Ricasoli) ed ha come capisaldi l’odierna piazza Attias e l’incrocio con il viale Mameli: un tratto che nel tempo ha conosciuto una notevole evoluzione soprattutto nel secondo dopoguerra: la radice della via è costituita appunto da piazza Attias nella cui area sorgeva la splendida villa omonima (dal 1908 denominata villa Bossio e tuttora ricordata da molti livornesi per la sua magnificenza) che sarà abbattuta senza troppi complimenti negli anni’60 per fare posto all’odierna configurazione che comprende palazzo Modigliani (o palazzo Coin), palazzo Casagni (il cosiddetto “Grattacielo”, formato da due blocchi sopraelevati gemelli) ed il palazzo Attias. Percorrendo via Marradi si possono inoltre incontrare edifici interessanti come l’ex caserma dei Regi Carabinieri (poi sede dell’ITC “Calamandrei ed ora dell’Ufficio tributi), i Palazzi rossi, Palazzo Lena disegnato da Giovanni Salghetti-Drioli oppure l’ex cinema Metropolitan sostituito pochi anni fa da un edificio in stile avveniristico.
R. R.
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