Il Tirreno

Livorno

«Pacciardi chi? Non la conosciamo», la base leghista è disorientata

Juna Goti
«Pacciardi chi? Non la conosciamo», la base leghista è disorientata

Livorno, i militanti: «Però ci fidiamo dei vertici, bene una donna». Gli alleati con gli occhi puntati sulla riunione di venerdì

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LIVORNO. Quando ieri una militante della Lega ha sparato su Facebook l’annuncio della candidatura della manager Giulia Pacciardi, l’ex consigliere comunale di centrodestra Gionata Giubbilei ha reagito così: «Non mi taggare più per ciò che riguarda la Lega. Non avendo potuto attuare il progetto per il quale ero stato chiamato, nella stessa maniera con la quale era entrato, ovvero in punta di piedi, esco». Si sa che Giubbilei è tra quanti hanno lavorato per lanciare nella mischia delle comunali l’ex direttore generale della Provincia, Alessandro Giovannini. E oggi dice di non volerne sapere più nulla del Carroccio.

Ma come ha reagito la pancia del centrodestra al lancio leghista di Pacciardi, manager che ha diretto le Fonti del Corallo, il parco commerciale della “rossa” Porta a Terra, prima di lavorare per undici anni fuori regione, soprattutto come direttrice di grandi outlet? In molti, dopo lo scivolone nei confronti degli alleati, hanno avuto la consegna del silenzio fino al tavolo della destra di venerdì. Ma molti sottolineano anche di non conoscere affatto Pacciardi, facendo capire che il suo nome è arrivato dall’alto: «Dal nord, è stimata al vertice», dice fuori onda un militante.

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Dalla base del partito, l’ex consigliere comunale Bruno Tamburini risponde di essere «rimasto sorpreso come tanti di questa candidatura, sapevo che il tavolo regionale si sarebbe riunito l’8 febbario». E poi aggiunge: «Non conosco Giulia Pacciardi, come faccio a esprimere una valutazione al buio? Non conosco neppure Alessio Carraresi (il presidente Confcommercio che si è chiamato fuori, ndr), ma ho letto il suo nome sui giornali, so cosa fa. Si presuppone che chi l’ha scelta l’abbia conosciuta, valutata e abbia capito che è la candidata ideale per Livorno. Ma non so neppure se è stata scelta a livello locale, regionale o direttamente da Salvini».

Anche Massimo Ciacchini risponde di non conoscere ancora la quasi candidata («anche perché è stata parecchio fuori Livorno e non ha fatto militanza attiva»), ma spera che sia una Susanna Ceccardi bis, che da sindaca di Cascina ha aperto al breccia Toscana. «Ora siamo più liquidi, abbiamo delegato i vertici per individuare i personaggi più adatti. Ci fidiamo di Ceccardi che ha avuto un grande fiuto finora. Si va a fiducia». E giudica «positivo che si parli di una donna, Livorno non ha mai avuto un sindaco donna». Anche il dirigente in carica Luca Tacchi, responsabile di Collesalvetti e dei giovani, ammette di non conoscere la candidata di punta: «Non la conosciamo, ma come ho detto agli altri, al netto delle tifoserie, io tifo per Livorno: le daremo il programma elettorale, le diremo quali sono le criticità di Livorno, a cominciare – dice non a caso – dal piccolo commercio, e ci metteremo a disposizione». Ma aspettando il tavolo decisivo di venerdì, considera Pacciardi quella giusta per vincere? «Mi rimetto alle decisioni di chi ha la responsabilità: Potenti, Ceccardi e Salvini».

E gli alleati come hanno preso il passo avanti della segreteria di Potenti, che pare nei tempi abbia spiazzato la stessa Ceccardi? Elisa Amato, capogruppo di Fi, non commenta il nome: «Io questa persona non la conosco, quindi su di lei non posso esprimermi in alcun modo. È il metodo che non va bene: se c’è una coalizione, i nomi si fanno ai tavoli della coalizione. Se vogliamo vincere, il percorso deve essere condiviso e partecipato». Intanto il portavoce di FdI, Andrea Romiti, è ancora in pista come candidato politico, accanto a quello “civico” lanciato dalla Lega. «Ne sono onorato. Ma non è che chi fa politica sul territorio non ha fatto niente tutta la vita... Semmai è un valore aggiunto. Io mi sono sposato a vent’anni, la mia compagna era incinta, ora sono 23 anni che siamo insieme, abbiamo due figli, mi sono laureato dopo aver fatto l’operaio, essere entrato in polizia e avere vinto il concorso da ispettore. Siamo tutti civici». «Sono felice – conclude – di essere nella scelta insieme al bel profilo di questa ragazza, che ha una storia diversa dalla mia».

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