Il Tirreno

Livorno

Comune: un lavoratore su dieci ci pensa

Juna Goti

Sono 138 i dipendenti che hanno i requisiti per andarsene quest’anno con la nuova misura: in 11 hanno già fatto domanda

3 MINUTI DI LETTURA







«Ma tu ci rientri? E cosa hai deciso di fare». Ieri mattina, nei corridoi del Comune – tra un sorriso, una battuta e il lavoro di tutti i giorni – il «tu ci rientri» è diventato un tormentone. Perché? Perché a conti fatti, quasi un dipendente di Palazzo Civico su dieci ha i requisiti per chiedere di andare in pensione prima sfruttando le finestre che si stanno aprendo con l’operazione quota 100. Così in molti si sono messi a fare i conti per capire se conviene salutare o restare. Una decisione che, almeno nella prima fase, potrebbe avere un impatto importante sull’organizzazione delle attività in municipio.

La premessa è d’obbligo: la domanda è su base volontaria. In altre parole ogni lavoratore può scegliere se aspettare di andare in pensione con il percorso classico o se chiedere di sfruttare la nuova misura. Ma si sa già, come sottolinea la stessa assessora al personale Francesca Martini, che in piazza Civica i numeri in ballo «sono significativi, considerando l’età media dei dipendenti e il fatto che quasi tutti hanno iniziato a lavorare molto giovani».

Stando alle verifiche fatte dal settore indirizzo, organizzazione e controllo del municipio, guidato dalla dirigente Paola Pampana, sono 138 (su un totale di 1.056) i dipendenti comunali che hanno i requisiti per accedere quest’anno al trattamento con quota 100. Numero che potrebbe salire fino a 300 considerando tutto il triennio.

Il decreto è uscito pochissimi giorni fa e c’è ancora da capire in quanti, tra questi 138, alla fine decideranno davvero di presentare la domanda, dopo avere fatto tutte le valutazioni del caso, professionali e personali. Certo è che per ora hanno fatto ufficialmente domanda in 11. «Ai quali – ricorda la dirigente – vanno però sommati i dipendenti che andrebbero naturalmente in pensione e che non fanno parte di questo elenco». Senza contare che esistono anche altri scenari, come quello offerto dall’opzione donna. Insomma, i dipendenti in uscita potrebbero essere davvero tanti, tra l’altro dopo anni di blocco dei turn over. Lo scorso anno, solo per avere un ordine di grandezza, senza che esistesse la quota 100, in 80 hanno maturato tutti i diritti necessari per andare in pensione.

Dei 138 che potrebbero uscire quest’anno sfruttando la nuova misura: 30 sono in categoria B (personale di primo livello), una cinquantina in categoria C (in parte sono amministrativi) e 53 in categoria D (quadri). Dentro ci sono anche quattro dirigenti (due dei quali hanno già presentato la domanda).

In municipio mantengono un cauto ottimismo di fronte al rischio fuggi fuggi con la quota 100, soprattutto per la contrazione prevista della retribuzione. Ma i numeri raccontano che sono in molti ad avere almeno 62 anni di età e 38 di anzianità di servizio. E l’amministrazione sta cercando di mettersi al riparo. «Ora possiamo assumere – ricordano dall’ufficio – stiamo facendo un concorso e ne faremo altri due, ma ci vuole tempo». Questo per dire che le uscite saranno più rapide delle entrate. Quindi «a regime confidiamo in una modifica della normativa che ci consenta di assumere subito all’uscita del personale. È un problema per tutti gli enti locali che è già stato segnalato al ministero». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web