Ladri distruggono la carrozzella del disabile per poi rubare solo la batteria
Livorno, il furto nella chiostra del palazzo dove abita l’ex macellaio: «Uno spregio: è come una bici, mi serve per muovermi»
LIVORNO. si è svegliato con una bruttissima sorpresamercoledì 23 gennaio Bruno Mengheri, invalido di 72 anni in pensione, che da anni si muove grazie alla sua bici-carrozzella elettrica. «Per me ormai – spiega – è come una bicicletta e la utilizzo per andare a giro. Non è certo veloce come una macchina, ma è fondamentale perché mi serve per le commissioni quotidiane, per la spesa, per le visite all’ospedale e per andare al cimitero dei Lupi a trovare il mio nipotino».
Nella notte tra martedì e mercoledì, però, qualcuno ha rotto la parte anteriore della vettura elettrica per portare via la batteria. «Lascio sempre la carrozzina dentro il portone del palazzo in cui vivo, c’è un vialetto che conduce alla chiostra interna e lì ci sono anche altri scooter dei residenti. Martedì, come al solito, sono venuto a controllare che la batteria fosse in carica ed era tutto a posto. Erano circa le 20, poi sono entrato in casa. Non mi sarei mai immaginato di vederla ridotta così».
Mengheri, che da 15 anni vive con una protesi al posto della gamba sinistra, ha fatto subito denuncia ai carabinieri. «Io ho grandi difficoltà nel deambulare, mi muovo sempre con un bastone. Ho l’invalidità riconosciuta al 100 per 100. Senza questa carrozzina sono rovinato. Mi ci vorranno circa 700 euro per riparare il cofano del mezzo che è stato spaccato. E per fortuna che in casa ho una batteria di riserva, pagata 300 euro, che ho comprato poco tempo fa. Ma adesso tutte le sere che lascio il mezzo fuori sto in pensiero».
Mengheri è un ex macellaio in pensione, molto conosciuto in città e soprattutto ad Antignano, dove ha vissuto e dove ha ricoperto il ruolo di presidente della sezione nautica bianconera. «Menomale non mi hanno rubato la batteria il giorno prima, altrimenti sarebbe stato un bel guaio perché avevo due visite, una a Villa Tirreno e l’altra all’ospedale. Tra l’altro in questo periodo mi muovo particolarmente male perché 2 mesi fa i hanno installato una protesi nuova, alla quale però devo sempre abituarmici». Oltre al danno economico, dunque, anche la rabbia di aver subito una cosa del genere proprio dentro il portone di casa. Le ipotesi sono due.
«Non so se qualcuno si è introdotto dentro il portone trovato aperto, oppure è qualcuno che vive qui. Ciò che è certo è che questo è stato un vero e proprio spregio. Ma davvero non ne capisco il motivo. Per non dare fastidio e non pesare sul condominio, mi sono fatto costruire un apposito allaccio alla corrente privato. In questo modo la notte posso ricaricare la batteria in modo autonomo, senza gravare sulla spesa generale. A chi può dar noia una persona anziana senza una gamba che si può spostare solamente con la sua carrozzina? ».
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