Il Tirreno

Livorno

Disagi in ospedale, macchinette rotte e sportelli chiusi: tutti in fila fuori dal poliambulatorio

Giulio Corsi
Disagi in ospedale, macchinette rotte e sportelli chiusi: tutti in fila fuori dal poliambulatorio

Livorno, cup in tilt: da giorni chi deve prenotare una visita o fare un prelievo del sangue è costretto ad attese di ore

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LIVORNO. C’è l’ospedale che funziona, quello dei grandi medici che attirano pazienti da tutta Italia, e c’è l’ospedale che non funziona, quello del Cup, delle file interminabili allo sportello per avere un appuntamento o per farsi un prelievo del sangue.

Da alcuni giorni il poliambulatorio è un inferno. Gente costretta ad aspettare per un’ora, anche un’ora e mezzo e alla fine ad andarsene, code che arrivano fuori dalla sala di attesa e continuano lungo il marciapiede del padiglione 24 fin quasi al cancello di viale Alfieri.

I livornesi sono infuriati. In tanti hanno scritto al Tirreno per segnalarci questo disservizio che va avanti almeno da lunedì. Ieri mattina abbiamo verificato e al Cup di viale Alfieri abbiamo trovato il caos.

Alle 10 e mezzo di mercoledì 16 gennaio in trenta erano in fila per il “Tu Passi”, la famigerata macchinetta che dovrebbe eliminare le code e che invece le fa lievitare, nel frattempo la sala d’attesa era piena di un’altra sessantina di persone che aspettavano di essere chiamate agli sportelli o nei box prelievi.

Alle 11 la fotografia era la stessa.

A mezzogiorno in attesa del bigliettino del “Tu Passi” c’erano “appena” una ventina di livornesi, ma la sala d’attesa era ancora strapiena: con 40 minuti di ritardo sul display, venivano chiamati gli utenti delle 11.20, quando magicamente, scoccata la mezza, anche lo sportello numero 23 ha abbassato la tendina e nonostante la tanta gente in attesa il servizio è stato ulteriormente ridotto, con soli tre sportelli in funzione su 7. È un vecchio problema del Cup, che il Tirreno ha denunciato tante volte, ma che l’Asl ha sempre ignorato, fregandosene dei disagi: l’organizzazione del poliambulatorio è questa, l’elasticità non è prevista in barba ai poveri livornesi che aspettano...

Ma in questi giorni il problema principale è stato un altro, vale a dire il fatto che delle tre macchinette “Tu Passi” soltanto una sia funzionante.

«Sono guaste», spiegano allo sportello. Ma non si capisce bene se e quando l’Asl le riparerà. Una delle macchinette infatti è stata portata via, probabilmente in riparazione. L’altra invece è ancora lì, spenta, girata contro una parete della sala d’attesa.

Il risultato è che tutta l’utenza del poliambulatorio è costretta ad usare l’unica macchinetta disponibile. Dal “Tu Passi”, d’altronde, devono passarci proprio tutti: chi deve farsi un prelievo, chi deve consegnare un campione, chi deve prenotare una visita, chi deve pagare il ticket allo sportello.

A tutto ciò va aggiunto che da 7 mesi è chiuso il distretto di via del Mare, dunque in viale Alfieri l’utenza è cresciuta.

«Da diverso tempo dei tre apparecchi “Tu Passi” ne funziona solamente uno, quello presso la postazione delle infermiere e così si formano file estenuanti con disagi per lo più per le persone anziane - conferma Mario Carli, che frequentemente deve recarsi al poliambulatorio per accompagnare il padre -. Il culmine si è toccato martedì mattina con una fila che arrivava quasi all'ingresso di viale Alfieri in concomitanza anche con l’assenza di una parte del personale addetto. Mi chiedo quale gravi problemi non consentono il ripristino di almeno un altro apparecchio in modo che le file si riducano».

«Ormai per prendere un appuntamento per un prelievo o una visita occorrono come minimo tre o quattro viaggi o in alternativa ore di attesa - aggiunge Paolo Cascinelli -. Non basta fare una fila di un’ora in piedi per prenotare, perché se sfori le 11 non puoi più fare il prelievo e devi ritentare il giorno successivo. Ma dato che nessuno spiega il motivo dell’inconveniente, il giorno dopo sarà la stessa cosa. Con quante quante ore di anticipo bisogna mettersi in fila per ottenere un prelievo o un esame? Io in due giorni e tre tentativi non ci sono riuscito...».

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