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La Provincia chiede aiuto al Comune e la protesta degli studenti non si ferma
Piazza piena di ragazzi e riunioni fiume tra ente e scuola: in attesa della succursale si cercano ora locali provvisori
Diciamolo subito: ancora non si sa quanto ci vorrà prima che il Calafati ottenga tutte le certificazioni in materia di sicurezza. Nessuno in Provincia è oggi nelle condizioni di dare una risposta del tipo: una settimana, due mesi, cinque. Quindi sembrerà incredibile, ma tempi certi sul trasferimento di sette classi, 180 ragazzi, dalla sede delle Enriques alla famigerata succursale del porto mediceo ancora non ci sono. Quello che ieri Palazzo Granducale ha messo sul piatto del liceo, di fronte alla protesta record degli studenti, è una settimana di tempo per studiare una soluzione ponte: trovare altri spazi dove trasferire i ragazzi – chiedendo aiuto anche al Comune – in attesa che il Calafati sia ok.
Intanto in via della Bassata vanno avanti i doppi turni previsti al rientro dalle vacanze. Ma va avanti anche lo sciopero. «Perché non siamo soddisfatti della risposta della Provincia che si impegna a trovare degli spazi mentre abbiamo bisogno di una soluzione rapida e sicura per andare a scuola la mattina», ripete Pietro Grassi, rappresentante di istituto, volto della manifestazione insieme al presidente del parlamento studentesco toscano, Alessandro Gazzetti, e a Celeste Bartolini della consulta provinciale: «La protesta va avanti a oltranza». Almeno fino a domani. Mentre stamani ci sarà un nuovo corteo fino a piazza Civica, dove ieri sono arrivati quasi 3mila studenti di tutte le scuole superiori.
Per la neopresidente Marida Bessi, che è stata eletta appena due mesi fa e che ha raccolto la patata bollente da Alessandro Franchi, è stata una mattinata di incontri: prima a porte chiuse con i vertici della scuola, in testa la vicepreside Eleonora Agostinelli (e fuori dalla stanza si è respirata aria da braccio di ferro); poi con il consiglio di istituto (ragazzi, prof, genitori). «La scuola – dice al termine – si è impegnata nell’elaborazione di un orario per provare a superare i doppi turni. Noi abbiamo coinvolto il Comune per vedere se troviamo spazi ponte. Della Provincia o del Comune». Stamani Bessi incontrerà la vicesindaca Stella Sorgente, che ha iniziato i sopralluoghi. «Fatta questa ricognizione e individuate possibili soluzioni, partirà subito un cronoprogramma per dare tempi certi su quando e dove ospitare gli studenti». Un “subito” che stona, mentre l’obiettivo per la Provincia resta il trasferimento al Calafati, «l’unico che può dare risposta all’aumento di iscrizioni» e dove «abbiamo già fatto dei lavori». Ma serviranno verifiche ulteriori prima della Certificazione di prevenzione incendi che nel Bel Paese, con gli enti in affanno (e con le Province mai cancellate ma indebolite di soldi e personale), manca in tante scuole: «Le certificazioni sono da anni in deroga, l’ultima è scaduta il 31, ma sappiamo già che sarà rinnovata. Il ministero si rende conto che Province e Comuni non riescono ad adeguare tutti gli edifici».
Detto questo il pasticcio Enriques resta. Ormai è chiaro che il liceo avrebbe voluto usare fino a giugno i fondi di Porta a Mare. Che però costano. Agostinelli non ci gira intorno: niente Calafati fino a quando «le mancanze non saranno state risolte alla radice, non solo con una spolverata formale». Eppure gli studenti del Vespucci hanno abitato la succursale fino a venti giorni fa: «Ma se ora uno ci deve entrare ex novo non se ne parla...».
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