Il Tirreno

Livorno

un polo con 1.200 addetti 

Linea per l’interporto a servizio di chi lavora

È partito (per ora in via sperimentale) il collegamento  fra la stazione di Livorno e l’area industriale di Guasticce  

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GUASTICCE. I milleduecento addetti delle ditte all’interno dell’interporto di Guasticce (o quantomeno buona parte di loro) hanno adesso la possibilità di andare al lavoro con il bus. Un bel salto in avanti per quella che l’amministratore delegato della società interportuale Bino Fulceri definisce «la più grande “fabbrica” del nostro territorio».

Il servizio di trasporto pubblico ha debuttato ieri mattina in via sperimentale per tre mesi sulla rotta che dalla stazione di Livorno arriva all’interporto e alla zona industriale di Guasticce (ex Cmf) prima di proseguire per Collesalvetti. Curiosamente la nuova linea si chiama “113” come il numero del pronto intervento della polizia: al di là della singolare coincidenza, è utile per lasciare l’auto a casa e fare il tragitto casa-lavoro a bordo del bus.

«Scriviamo un altro capitolo di quella politica di mobilità sostenibile che la Regione persegue con grande convinzione», dice l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, presente al via insieme agli amministratori di Collesalvetti (la vicesindaca Libera Camici e l’assessore Roberto Menicagli) e di Livorno (la vicesindaca Stella Sorgente e l’assessore Giuseppe Vece), al consigliere regionale Francesco Gazzetti e ai vertici dell’interporto (il presidente Rocco Guido Nastasi, oltre all’ad Fulceri). «Pur in questa fase in cui opera il “contratto-ponte” – sottolinea Ceccarelli – abbiamo messo in campo risorse per avviare questo servizio».

«Era importante – afferma Nastasi – che si rompesse l’isolamento del nostro interporto rispetto alla città di Livorno: c’è voluto parecchio tempo ma finalmente ce l’abbiamo fatta».

A tirar fuori i quattrini per far partire il servizio sono la Regione Toscana, l'Interporto e la Provincia di Livorno in tandem con i Comuni di Livorno e di Collesalvetti, oltre che della Ctt Nord.

Il servizio – è stato spiegato – sarà attivo dal lunedì al venerdì e coprirà varie fasce orarie, decise sulla base di una consultazione con le aziende (compresa «una corsa verso la stazione di Livorno anche il sabato mattina presto, per favorire chi termina il turno di notte»).

«Abbiamo lottato, discusso con le aziende, insistito: alla fine siamo riusciti a portare a casa questo nuovo servizio per i lavoratori», ribadisce Monica Cavallini, esponente della segreteria Cgil, anch’essa a Guasticce per il simbolico taglio del nastro. «È una strada per portare dentro l’interporto la contrattazione sindacale e risucire a modellarla guardando al futuro». —



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