Fattura elettronica come evitare guai Chi deve farla e chi è esentato
La novità nella normativa entrerà in vigore dopodomani I consigli di Gianluca Bibolino (Cna) per riuscire a cavarsela
LIVORNO. Difficile credere che adesso il governo salti fuori a dire: no, con la fattura elettronica abbiamo scherzato. A meno di colpi di scena dell’ultimissimo minuto, da dopodomani scatta l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati. Abbiamo chiesto a Gianluca Bibolino, responsabile tributario degli artigiani Cna Livorno, di rispondere ad alcune domande per chiarire gli aspetti basilari della nuova normativa.
È vero che riguarda quasi tutte le aziende e i professionisti ma non proprio tutti tutti? chi sono gli esclusi?
«I soggetti che rientrano nel “regime dei minimi”, quelli che applicano il “regime forfetario”, i medici e le professioni sanitarie obbligate alla comunicazione al sistema sanitario Ts, le società ed associazioni che hanno percepito nell’anno precedente proventi commerciali non superiori a 65mila euro. A ciò si aggiungano, scusate il tecnicismo, i produttori agricoli indicati all’art.34 comma 6 del Dpr 633/72».
Anche gli esclusi potranno essere però destinatari di fatture elettroniche...
«Sì, e dunque dovranno essere quindi in grado di gestirle».
Ma la fatturazione elettronica vuol dire semplicemente fare le fatture al pc?
«Purtroppo no. Serve un software particolare che generi la fattura in un determinato formato (.xml). Quel che è veramente innovativo è la trasmissione elettronica della stessa tramite il cosiddetto Sistema di Interscambio (Sdi).
Si spieghi meglio: cambia il contenuto della fattura?
«I dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica sono gli stessi previsti nelle vecchie fatture cartacee, ma la novità consiste nell’indirizzo telematico: dove il cliente vuole che gli venga consegnata la fattura. Per questo deve essere compilato anche il campo “codice destinatario”: è fondamentale ed indispensabile per far recapitare correttamente la fattura al cliente da parte dello Sdi.
Lo dica chiaramente: c’è pericolo di sbagliare?
«Francamente sì. Occorre anzitutto prestare molta attenzione nella compilazione di questo campo con: il codice di 7 cifre alfanumerico del cliente che rappresenta l’indirizzo telematico dove recapitare le fatture; oppure il valore “0000000” e nel campo “Pec destinatario” deve essere riportato l’indirizzo Pec comunicato dal cliente; oppure ancora con il solo valore “0000000” nel campo “codice destinatario” e niente altro, se il cliente è un consumatore finale oppure un contribuente in regime di vantaggio o forfait; “XXXXXXX” per i soggetti non residenti in Italia.
E se la fattura non la faccio in Xml?
«Attenzione, se la fattura viene predisposta ed inviata al cliente in forma diversa da quella Xml, cioè con modalità diverse dal Sistema di interscambio, tale fattura si considera non emessa».
Conseguenze concrete?
«Guai, cioè sanzioni. A carico del fornitore e con la impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente».
È bene fare attenzione: è il passaggio chiave...
«La fattura è da considerarsi emessa nel momento stesso in cui viene prodotto l’Xml e trasmesso correttamente al Sistema di Interscambio».
E chi sbaglia?
«Nel primo periodo di applicazione (6 e 9 mesi a seconda dei soggetti), le sanzioni in alcuni casi non saranno applicabili».
Quali sono le modalità previste per inviare e ricevere fatture elettroniche?
«Le modalità per inviare e ricevere fatture elettroniche al Sistema di Interscambio sono tre:
1) tramite un proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). In questo caso si riceveranno via Pec anche le notifiche che il SdI produrrà e, trattandosi di documenti informatici, sarà necessario conservare digitalmente anche tutti i messaggi Pec, non solo le fatture;
2) tramite attivazione di un proprio canale web service o un canale Ftp. Sarà quindi necessario accreditarsi al SdI e attivare un lungo processo, con coinvolgimento di risorse tecniche ed economiche, e l’istituzione (o la presenza) di un sistema documentale per la gestione dei flussi in entrata e uscita. Tutti i file dovranno anche essere conservati digitalmente secondo le norme;
3) avvalendosi di un soggetto appositamente delegato come ad esempio la Cna o un professionista, che si preoccuperà quindi di provvedere alla gestione di tutto il flusso. In concreto: dalla trasmissione, passando dalla ricezione, fino alla conservazione a norma, utilizzando i canali e gli strumenti messi a disposizione da parte di un intermediario già accreditato al Sistema di Interscambio (solitamente una software house).
Quale servizio mette a disposizione l'Agenzia delle Entrate per compilare e/o trasmettere fatture elettroniche?
«L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione gratuitamente 3 tipi di programmi per predisporre le fatture elettroniche:
1)una procedura web, utilizzabile accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia;
2)un software scaricabile su pc (tale procedura può essere utilizzata anche senza essere connessi in rete)
3)un’App per tablet e smartphone, denominata Fatturae scaricabile dagli store Android o Apple.
In che formato devono essere conservate digitalmente le fatture elettroniche?
«È obbligatorio conservare digitalmente la fattura in formato Xml e, qualora ne venisse richiesta la visualizzazione, sarà necessario applicare il foglio di stile per consentirne una visualizzazione semplificata in pdf. Non è pertanto il file pdf che va in conservazione, in quanto valido per la sola visualizzazione.
Quindi la vecchia fattura cartacea sparirà?
«Ancora non del tutto: sia per la presenza di soggetti esclusi, sia per il fatto che ai cittadini dovrà comunque essere prodotta in formato cartaceo». —
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