Il Tirreno

Livorno

AZIENDA SANZIONATA 

Vigilia della festa con la multa quasi 8mila euro per lo striscione

Matteo Scardigli
Vigilia della festa con la multa quasi 8mila euro per lo striscione

«Affisso sul lato sbagliato». La titolare replica: «Con la burocrazia è una guerra, ma non mi arrendo»

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Sono le 9 della vigilia di Natale quando a casa di Marco de Paolis e Patrizia Guantini qualcuno suona al campanello. Alla porta ci sono due messi del Comune con un plico. Guantini firma e saluta, poi rientra per leggere il contenuto della busta insieme alla famiglia. “Spett.le attività...” eccetera eccetera, “l’importo da pagare ammonta a settemilasettecentonovantatre euro”.

A Guantini quasi prende un colpo, poi scorre di nuovo tutta la missiva finché non trova il motivo del contendere, e lì oltre al danno ecco in agguato la beffa che manda all’aria quasi due anni di pellegrinaggi burocratici: un’incomprensione toponomastica.

Nel gennaio 2017 marito e moglie decidono di appendere uno striscione pubblicitario (nella foto) per reclamizzare la loro piccola attività di giardinaggio e vivaistica che si trova all’angolo fra viale Nazario Sauro e via Cattaneo. Dopo essere stati a lungo rimpallati tra gli uffici pubblici finalmente nel febbraio dell’anno successivo ricevono la tanto agognata autorizzazione e riescono ad appendere quella che ormai ha il valore di una “bandiera di conquista” sul lato della grande arteria dove passava il “trammino”.

Se non fosse che «a giugno la polizia stradale è venuta a chiederci conto dell’autorizzazione, che noi abbiamo portato il mese successivo alla caserma di viale Boccaccio. Pensavamo fosse tutto a posto, almeno fino a lunedì mattina», racconta al Tirreno Guantini, che poi prosegue: «Noi volevamo solamente appendere uno striscione come fanno altre attività sulla strada, ma agli uffici nessuno sapeva spiegarci come fare. Alla fine ci siamo dovuti trovare il modulo da soli, lo abbiamo compilato specificando che avremmo messo l’insegna su viale Nazario Sauro e lo abbiamo consegnato con tanto di elaborato grafico all’ufficio affissioni del Comune, che ci ha rilasciato l’autorizzazione. Poi – continua Guantini – abbiamo anche fatto controllare l’atto dal nostro commercialista. E quando lo abbiamo dovuto esibire in caserma abbiamo pensato che fosse finita lì».

Ma dopo cinque mesi di silenzio ecco arrivare il brutto regalo di Natale, che ha rischiato di rovinare la festa anche alla figlia piccola della coppia. Due le contestazioni rilevate dalla Stradale: la mancata esposizione dell'autorizzazione (marito e moglie avevano scelto di metterla al sicuro dalle intemperie) e soprattutto il fatto che l’autorizzazione sarebbe stata rilasciata dal Comune solo per via Cattaneo e non per viale Nazario Sauro.

«Penso di non avere tutti i torti, però non importa, pagherò e sistemeremo tutto, che sarà mai? Mica abbiamo rubato», scrive ancora Giuntini in un lungo sfogo su Facebook.

«La soddisfazione di rovinarmi il Natale non ve la do - continua - Perché una cosa è certa, sono solo soldi. Ormai ho capito che la burocrazia per noi piccole aziende va vissuta come una guerra dove perde chi si arrende, ed è questo che ci ripetiamo io e mio marito, abituati a vivere il fare impresa come una lotta in trincea». —

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